ASTROLOGIA ARABA
introduzione e origini dell’Astrologia

INTRODUZIONE – Come nasce l’Astrologia araba? Possiamo affermare che l’Astrologia araba è il risultato di una profonda influenza dei modelli greci che nelle terre e nei popoli conquistati dagli arabi trovò terreno fertile per poter evolvere e crescere. Grazie alle conquiste musulmane, molte popolazioni accettarono una conversione all’Islam adottandone anche i costumi; questo portò a livello sociale all’insorgenza di classi urbane colte dove si incontravano greci, copti, siriani, persiani, indiani, ognuno dotato di un background culturale specifico relativo proprio all’astronomia e all’astrologia di quei tempi. Gli astronomi musulmani li incontriamo in particolare tra l’VIII e il IX secolo e presentano interessanti sincretismi con le tradizioni precedenti. L’Astrologia Araba è quindi una delle tradizioni più importanti perché in essa confluirono diverse culture che portarono ad una vera e propria visione eclettica nei confronti del cielo e della scienza degli astri, non quindi una astrologia a sé e diversa dalla precedente ma una Astrologia dove confluisce tutto il sapere antico

BREVE ESCURSUS SULLE ORIGINI DELL’ASTROLOGIA – L’origine dell’astrologia si perde nella notte dei tempi. Alcuni siti archeologici esprimono chiaramente una connessione tra le antiche civiltà umane e il cielo. La Piramide di Giza in Egitto è un esempio eclatante di un edificio e una struttura configurata con le stelle. Ma in realtà anche numerose incisioni rupestri evidenziano disegni antichissimi che darebbero l’idea di rappresentazioni legate a fenomeni del cielo, come testimonianza di una attenzione dell’uomo primitivo per i fenomeni del cielo. Sicuramente il petroglifo più celebre, per il nostro territorio, è quello dei Camuni, un antico popolo di lingua preindoeuropea vissuti in Val Camonica e che si insediarono nell’attuale provincia di Brescia, nelle Alpi centrali, attorno all’8.000 aC ovvero nell’Età del Ferro: in numerose immagini rupestri si evidenzierebbero globi e sfere irradianti, cerchi e circonferenze che avrebbero portato molti ricercatori a ritenere che ci fosse un certo interesse per le luci più forti del cielo (Sole Luna, Meteore, Bolidi, Comete, Eclissi) già dalle più antiche civiltà primitive, che in qualche modo riproducevano quei fenomeni sorprendenti incidendoli sulle pietre.

In questa immagine una recente scoperta annunciata a settembre 2020, dove un team di astrobiologi e archeologi hanno rinvenuto sul monte Danigala (Sri Lanka) immagini rupestri che, a loro dire, potrebbero indentificare un antico codice astronomico, un sistema di conteggio ancora oggi sottoposto allo studio dei ricercatori capeggiati dal ricercatore Aravinda Ravibhanu Sumanarathna, dell’Università di Southampton.

Sicuramente è attorno al 1600 aC che abbiamo una prima fonte scritta che ci testimoni chiaramente un interesse matematico per i movimenti delle luci celesti, gli Enuma Anu Enlil descrivono i transiti dei pianeti e certi fenomeni astronomici, corredati di predizione. Queste fonti rivelano che le predizioni astronomiche erano anche legate a fenomeni atmosferici terrestri: una nube davanti alla Luna in plenilunio poteva essere presagio di piogge abbondanti in arrivo.

Se la Luna, quando sorge, Sirio sta al suo interno vi sarà guerra tra i re di tutti i paesi. Se la Luna, quando sorge, lo Scorpione la circonda come un alone: leoni e lupi saranno inferociti, le vie di comunicazione saranno interrotte, (variante) i re di tutti i paesi diventeranno ostili. Se la Luna, quando sorge, un pianeta sta al suo interno: in questo anno vi saranno epidemie in tutti i paesi. Se la Luna è raccolta con le Pleiadi il paese si raccoglierà nelle fortezze. Se la Luna scivola all’interno di una nuvola: giungerà la piena. Se la Luna, quando sorge, è scura vi sarà omicidio e confusione nel paese. Se la Luna, quando sorge, splende: in tutti i paesi gli scambi non saranno fiorenti.

Traduzione di Lorenzo Verderame, “Le tavole I-VI della serie astrologica Enūma Anu Enlil”

Ci troviamo comunque nella cultura della civiltà sumera e babilonese, e in particolare fu proprio un Sacerdote del Dio Marduk, Berroso, a trasferire il suo sapere intorno al 260 aC nel mondo greco. Ma è solo dal II secolo che assistiamo ad una vera e propria espansione dell’Astrologia, perché è in questi tempi che nasce quella che oggi definiamo astrologia oroscopica, un’astrologia che trasportava il fenomeno astronomico e la sua interpretazione non più alle sole predizioni riservate al Re, al mondo, e alle popolazioni, ma una predizione più individuale e riservata alla nascita individuale.

Claudio Tolomeo realizza la Tetrabiblos che insieme all’Almagesto andranno a comporre il Corpus Dottrinale dell’intera astrologia e astronomia, oggi considerati i testi alla base fondante della tradizione astrologica. Tolomeo ha avuto l’arduo compito di racchiudere nelle sue opere tutto il sapere noto, conservandolo e tramandandolo alle generazioni future.

Nell’VIII secolo dC la cultura araba raccoglie il sapere delle tradizioni antiche, astronomiche e astrologiche, quel sapere che altrimenti sarebbe stato distrutto totalmente a seguito del declino dell’impero romano e all’ascensione della cultura cristiana. Gli Arabi hanno avuto la capacità di accogliere il mondo precedente e le sue culture, integrandole nella propria, con un risultato unico nel suo genere. Nella concezione astronomica / astrologica islamica infatti, il sapere non è affatto inedito perché la sua radice è sovente rintracciabile in quella tolemaica e quindi ellenistica; gli Arabi diventano depositari della tradizione astrologica, almeno per un lungo periodo, portando avanti una certa tradizione e ampliandola o arricchendola ulteriormente.

Fino a questo momento l’idea del cielo era geocentrica. Nel 1543 il sistema celeste è rivoluzionato dalle idee copernicane che rivelano essere il Sole al centro del nostro sistema, e tutti gli altri astri ruotano intorno ad esso. Prima di allora tutti furono vittime di un’autoillusione? In realtà il sistema geocentrico è ancora oggi considerato dall’Astrologia e il suo modello è a tutti gli effetti coerente con il metodo astrologico; infatti l’Astrologia ritiene il punto di osservazione dell’osservatore il centro della propria osservazione quindi anche se la Terra non è al centro del sistema solare, è tuttavia al “centro” della sua osservazione.

Dopo Copernico, Galileo costruì il primo telescopio; ai suoi tempi l’Astrologia era ancora praticata. Ma arriviamo all’illuminismo quando nel XVII secolo ci fu una graduale perdita di credibilità nei confronti dell’Astrologia. In epoca illuministica e post illuministica è la Scienza Astronomica a progredire. Le scoperte del cielo e di nuovi astri rivoluzionano l’idea del mondo e aprono la mente a soglie prima di allora considerate inviolabili. Il metodo astrologico invece non cambia. Anzi viene arricchito di idee contemporanee, ma rilegato a superstizione; sono introdotti dagli astrologi moderni pianeti come Urano, Nettuno e Plutone. L’apertura all’infinito coincide con l’idea di una astrologia dalle potenzialità altrettanto infinite: nel ‘900 si arriva a vedere nell’Astrologia il riflesso della complessa struttura della psiche umana.

ASTRONOMIA ISLAMICA – Ritornando però all’Astrologia Araba possiamo individuare due periodi fondamentali dell’astronomia di tradizione islamica. Il primo è quello che va dall’VIII al X secolo dC dove forte è l’influenza dell’astronomia indiana; poi successivamente fu rivalutata l’opera di Tolomeo e di nuovo è introdotto il rigore del metodo basato sulla matematica astronomica e sull’osservazione diretta degli astri. Il Corpo Teologico e Filosofico islamico non rifiuta a priori il sistema astrologico, in esso è rintracciata l’Opera di Dio; molti manoscritti medievali di autori arabi, relativi a questioni astronomiche e astrologiche, aprono le loro opere con encomi a Dio o con la trascrizione di versetti coranici, quasi per legittimare il loro interesse per la materia. Leggiamo infatti nel Sacro Corano Surat 25 versetti 61 e 62, Al-Furqan (Il Libro degli Statuti) le seguenti parole:

Benedetto Colui che ha posto in cielo le costellazioni, un luminare e una luna che rischiara!

Egli è Colui Che ha stabilito l’alternarsi del giorno e della notte, per chi vuole meditare o essere riconoscente.

In questi tempi moderni invece, la pratica astrologica è considerata Haram ovvero proibita, spesso si evoca il Detto del Profeta Mohammad che dice: “colui che visita un divinatore e lo interpella a proposito di qualcosa, le sue preghiere non saranno accettate per un periodo di 40 notti (Saheeh Muslim Libro 026, Numero 5540). Il problema infatti risiede nella previsione delle cose future, non tanto nello studio del fenomeno astronomico e astrologico in sé. La stessa condanna è per esempio presente nel culto cristiano e cattolico che proibisce tale arte, anche se nella storia la stessa Chiesa Cattolica e molti dottori della chiesa hanno visto nella meraviglia del cielo e quindi nella scienza astronomica e nell’arte astrologica l’opera di Dio.

L’Astrologia araba è distinta dall’Astronomia, come anche Tolomeo indicò in Libro Uno Capitolo Uno della Tetrabiblos. Per gli arabi l’Astronomia si fonda sul numero e sul calcolo ed è scienza delle stelle, mentre l’Astrologia si fonda su congetture e conclusioni della natura del fenomeno celeste, ovvero la natura di ciò che si osserva.

La stessa concezione dei segni zodiacali è diversa: per la tradizione araba sono più rilevanti le mansioni lunari che i segni canonici, inoltre è molto importante lo studio delle stele fisse. Esse sono per il mondo arabo antico un vero e proprio punto di partenza e di arrivo, dopotutto le stelle erano particolarmente usate per la navigazione, i trasporti, per orientarsi, e quindi assumevano un vero e proprio cardine fondante. È forte comunque l’idea teologica dell’Astrologia. Questo lo testimonia anche uno dei più celebri astrologi arabi, ovvero Albumasar, il quale considera la relazione fra cielo e terra una scienza la cui origine è divina ed è quindi giunta all’uomo tramite rivelazione.

Gli Hermes, dice Albumasar, sono numerosi. Fra di loro vi è quello che visse prima del diluvio e che, secondo gli Ebrei, è il profeta Enoch, ossia Idris, su di lui la pace! Dopo il diluvio, altri Hermes vissero, pieni di scienza e di saggezza, ma i più eminenti sono Hermes il babilonese di cui abbiamo detto ed un altro discepolo di Pitagora, originario dell’Egitto.

Said al-Andalusi

Traduzione in latino dell’opera di Abū Maʿshar De Magnis Coniunctionibus (Delle grandi congiunzioni astronomiche) conservato presso Musee du Monde Arabe a Parigi.

In grande sintesi nell’Astrologia araba troviamo la confluenza di diversi saperi e di diverse tradizioni antecedenti l’VIII secolo, una confluenza che ha reso da una parte la tradizione araba estremamente eclettica e quindi aperta, dall’altra è stata un’importante matrice che ha conservato per quanto possibile il sapere antico.

Ma come questo sapere è riemerso ai nostri giorni? Va dato atto che l’emersione dei saperi antichi è iniziata proprio dalla ricerca di alcuni contemporanei, fondatori della tradizione psicologica e simbolica dell’astrologia, che hanno avuto la buona idea di riportare in superficie antichi manoscritti latini e greci, da tradurre e comprendere, riabilitando un antico sapere sepolto in angoli inesplorati di archivi impolverati di biblioteche sparse nel mondo. Tra questi Robert Hand ma anche la stessa Liz Greene che avrebbe finanziato in passato numerose iniziative di traduzione di manoscritti antichi. Il mondo anglosassone è quello che più di tutti è stato esente dall’inquisizione, l’astrologia ha potuto così avere un diverso percorso di evoluzione, più disponibile e più aperto; quindi non è affatto errata l’idea che è proprio il mondo anglosassone che ha permesso la riemersione di un interesse per l’Astrologia antica: è in questo contesto che in tempi piuttosto recenti molti testi antichi di astronomia e astrologia vengono ripubblicati da varie case editrici in lingua originale, per poi essere tradotti nel tempo e far riemergere un interesse collettivo che ancora oggi è crescente. In Italia un contributo importante è stato dato da Fumagalli-Bezza.

Francesco Faraoni 

Fonti

  • Alcuni scritti della conferenza del 1999 presso la sede di Roma dell’Is.I.A.O. Di Giuseppe Bezza

  • Astrologia Araba, Robert Ambelain

  • Ancient Arabic Astrology, Angila Solomon

  • Greek Thought, Arabic Culture, Dimitri Gutas

  • Origins of Astrology, Jack Lindsay

  • Mesopotamian Astrology, Ulla Susanne Koch

Introduzione e origine dell’Astrologia.

Curiosità sui gradi zodiacali e le loro caratteristiche.

Segni zodiacali e le mansioni lunari nell’astrologia araba.

Le condizioni dei Pianeti riportate da Albumasar.

Fondamentali. Il settenario come struttura essenziale.

Il grande capitolo delle Sorti.

Le dodici case celesti nella tradizione araba.

La Tecnica della Rivoluzione del Mondo e sua Sizigia.

Fuma