In ASTROLOGIA

Albumasar spiega la logica delle dignità essenziali. Commento.

La lettura delle fonti antiche è un valido modo per comprendere la modalità attraverso cui i nostri predecessori si sono relazionati alle vicende del cielo in ambito astrologico. Propongo in questa occasione alcuni passaggi di Albumasar, che provengono dalla prestigiosa edizione “The Great Introduction to Astrology” nella versione tradotta da Yamamoto e Burnett.

ALBUMASAR DICE: Ai sette pianeti è associata la generazione e la corruzione delle cose di questo mondo, e i luminari sono quelli che più di tutti significano le cose universali e la generazione delle cose o la loro corruzione nel mondo. Per quanto riguarda la Luna è il pianeta più vicino a noi e quello dotato del movimento più rapido, muta velocemente nei segni ed è soggetta a una varietà di condizioni. Così per via della sua natura è simile a tutte quelle cose che sono veloci nel nascere o nel trapassare.

COMMENTO: Non a caso alla Luna è associata non solo l’attività vegetativa, ma anche i processi di putrefazione e macerazione, la Luna è significatrice in molti approcci astrologici del corso degli eventi per via del suo moto, e dei suoi comportamenti astronomici, ovvero è più vicina a significare la quotidianità, oserei dire “quotidianità oraria”, di ogni nostra attività.

ALBUMASAR DICE: I pianeti sono più efficaci quando sono nel culmine e il più vicino ai segni del nostro culmine che sono il segno Gemelli e il segno Cancro. Gemelli è un segno maschile e questo è il segno che, quando vi è il Sole, segna la fine della stagione primaverile. Per la sua mascolinità e per il fatto che è il segno che indica la fine della stagione (primaverile) non è in accordo con la natura della Luna. Mentre il Cancro è un segno femminile ed è quello che, quando vi è il Sole, segna l’inizio della stagione estiva, il segno è di natura umida e femminile, e la Luna è un pianeta femminile e umido che indica gli inizi. Il Cancro è il segno più vicino al culmine (della luce, in riferimento al transito del Sole) ed è il pianeta più vicino a noi. Quindi Cancro e Luna sono in accordo nell’umidità, nella femminilità, nell’indicazione dell’inizio e della vicinanza a noi. Per questi motivi il Cancro è la casa della Luna.

COMMENTO: Albumasar rievoca i segni Gemelli – Cancro mettendoli in relazione al comportamento del Sole quando è in essi: il Sole in Gemelli è in un segno bicorporeo e volge verso il Solstizio Estivo, è il segno posto alla fine della primavera, e quando passerà in Cancro segnerà l’inizio della stagione estiva, che si verificherà nell’ingresso del Sole in Cancro con la vittoria della Luce sulle Ombre. È il momento di massima culminazione della luce nell’attività solare. Albumasar rievoca il concetto di “efficienza del culmine” rievocando una delle sue celebri 25 Condizioni, che prevede una straordinaria forza (detta accidentale) degli astri quando si posizionano nel Culmine del Cielo, per intenderci nella Decima Casa, questo luogo assume quindi un valore analogico con la culminazione della luce massima, giacché nel grado del Medio Cielo rievochiamo il Mezzogiorno del Sole, e il Mezzogiorno del Sole rievoca la massima esplicitazione della Luce del giorno.

ALBUMASAR DICE: Per quanto riguarda il Sole, con il suo sorgere l’aria diventa calda e con il suo movimento quando è in Cancro, Leone e Vergine nasce l’estate, ma l’evidente natura estiva, calda e secca, vi è quando il Sole è in Leone, essendo un segno maschile, caldo e secco. Il Sole indica per sua natura il caldo, secco, e la mascolinità, e il Leone è nel mezzo della stagione estiva, e il Sole è in mezzo ai sette pianeti. Quindi il Sole e il Leone sono in accordo nel caldo, nell’aridità, nella mascolinità, è nel mezzo delle sfere, ed è dentro la stagione estiva. Per questo il Leone è diventato la casa del Sole.

COMMENTO: Albumasar prova a ragionare sulla dottrina delle dignità essenziali, attraverso riferimenti stagionali. Infatti l’Astrologia potremmo chiamarla (poeticamente) Scienza del Grano, o Dottrina degli Effetti delle Stagioni sulle cose del mondo. L’influsso in astrologia non è concepito – come alcuni pesano erroneamente – ad una “influenza soprannaturale”. Molte conoscenze e definizioni astrologiche, sia chiaro, non sappiamo bene da dove derivano, perché sprovvisti di fonti documentali, ma il ragionamento generale e il filo conduttore in tutta la letteratura astrologica è sempre connesso ad una sola cosa: il Sole, con il suo comportamento nei confronti del mondo sublunare e nei confronti degli altri astri erranti, tutto è decretato dal Sole, a tal punto che Cardano dichiara, in uno dei suoi tanti aforismi, che Il Sole si Assimila all’Ascendente ovvero l’Ascendente è come il Sorgere del Sole o rievoca l’idea del sorgere del Sole; le stagioni sono in effetti l’evento che da sempre causano comportamenti, stili di vita, culture, folclori diversi. Quando si parla di stagioni dobbiamo intendere le varie temperature del mondo. Oggi è la Sociologia Ambientale a studiare gli effetti sulla cultura, sulle tradizioni e sui folclori dei vari popoli del mondo in relazione alle stagioni e ai climi delle diverse aree della terra, ma già Tolomeo ci ha indicato le differenze delle varie popolazioni associate ad un segno o ad un pianeta, secondo criteri di temperatura, di atmosfera, di clima.

ALBUMASAR DICE: Il Sole è il luminare del giorno e la Luna della notte, e i due (eventi) si succedono nell’indicazione della generazione della vita, e degli inizi, e da questo possiamo ottenere indicazioni di ciò che accade nel mondo dalla loro congiunzione o dalla loro opposizione (…). Poiché Cancro e Leone furono indicati come le due case dei luminari, della generazione e della crescita, e poiché questi due segni appartengono alla stagione estiva, Capricorno e Acquario furono indicati come le case di Saturno perché questi due segni appartengono alla stagione dell’inverno e del freddo. Saturno è freddo e secco, e la sua natura è diversa da quella dei luminari e ad essa opposta, è inoltre la sfera (il pianeta) più alta (più distante). Per questo le sue case divennero opposte alle due case dei luminari.

COMMENTO: Albumasar ragiona sulle disposizioni delle Dignità Essenziali. È necessario suddividere il circolo dei segni eclittici in due emicicli, uno diurno e uno notturno.

Emiciclico Notturno parte dal Cancro casa della Luna, segue Gemelli, Toro, Ariete, Pesci Acquario. Emiciclo Diurno parte dal Leone casa del Sole, segue Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno.

ALBUMASAR DICE: Giove indica moderazione, la sua sfera segue quella di Saturno, quindi a Giove furono assegnati i due segni che seguono le due case di Saturno cioè quella del Sagittario e quella dei Pesci, e divennero posizioni in trigono e di amicizia rispetto alle due case dei luminari.

COMMENTO: Giove in Sagittario è in un segno dell’emiciclo diurno ed è in trigono con il Sole, Leone; Giove in Pesci è in un segno dell’emiciclo notturno ed è in trigono con la Luna, Cancro. L’autore congettura le varie dignità degli astri erranti, c’è una implicita rievocazione all’emiciclo diurno e notturno, che può sicuramente aiutarci a comprendere la logica matematica e naturale dell’assegnazione dei domicili.

ALBUMASAR DICE: Marte è un malefico natura calda e la sua sfera segue quella di Giove, quindi gli fu assegnato lo Scorpione e l’Ariete in quartile e disgrazia rispetto alle case dei due luminari

COMMENTO: Marte in Ariete è in un segno dell’emiciclo notturno ed è in aspetto di disgrazia o inimicizia alla casa della Luna, Cancro; Marte in Scorpione è in un segno dell’emiciclo diurno ed è in aspetto di inimicizia alla casa del Sole, Leone.

ALBUMASAR DICE: La natura di Venere è la moderazione, la sua sfera segue quella del Sole, così gli furono assegnate le due case che seguono quelle di Marte, cioè la Bilancia (che è segno dell’emiciclo diurno in sestile alla casa del Sole), e il Toro (che è segno dell’emiciclo notturno in sestile alla casa della Luna). I due segni rimanenti furono dati a Mercurio, cioè Gemelli e Vergine.

COMMENTO: A proposito di Mercurio, dice Tolomeo: «alla stella di Mercurio che mai si allontana dal Sole di più di un segno in entrambe le direzioni e la cui sfera è inferiore a quella delle altre stelle e maggiormente prossima ad entrambi i luminari, gli furono attribuiti i due restanti segni, che sono contigui ai domicili del luminari, Gemelli e Vergine…» tratto da Tetrabiblos I-17.

ALBUMASAR DICE: Poiché i luminari sono i pianeti principali che agiscono su questo mondo, ad essi furono assegnati metà della Sfera al Sole (Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno segni dell’emiciclo solare) e l’altra metà alla Luna (Cancro Gemelli Toro Ariete pesci Acquario segni dell’emiciclo lunare), in modo tale che ciascun luminare abbia una collaborazione con ogni pianeta in uno delle sue case, ognuno nel suo emiciclo.

COMMENTO: Albumasar dunque conferma l’importanza della logica degli emicicli nella congettura della Dottrina delle Dignità Essenziali. Riporto per concludere un passaggio di Retorio che può arricchire in questo momento la riflessione che si è posta in essere in questo articolo: «i domicili della Luna e del Sole sono opposti a quelli di Saturno. Diciamo che la Luna ed il Sole sono le luci del mondo e che Saturno è signore delle tenebre e che, pertanto, sempre la luce si oppone alle tenebre e le tenebre alla luce. A loro volta i domicili di Mercurio sono opposti a quelli di Giove e viceversa. Ora se Giove porta l’abbondanza e le ricchezze, Mercurio è sempre il signore della ragione e sempre la ragione si oppone e disprezza il desiderio delle ricchezze e, dal canto suo, l’abbondanza si oppone alla ragione. E i domicili di Marte sono opposti a quelli di Venere. Se Venere porta ogni desiderio e piacere e diletto, Marte arreca la paura e la guerra e l’ira e sempre la voluttà, l’appetito e il piacere si oppongono al timore, a ciò che è battagliero e ardimentoso. Così stando le cose, occorre giudicare secondo verità le nature degli astri in ogni momento, secondo le loro reciproche configurazioni. Infatti, l’unione di Marte e di Venere può generare l’adulterio. Non è forse manifesto che ogni adulterio proviene dal piacere e dalla paura ovvero da Marte e da Venere? Osserva poi quando Venere è unita a Saturno, giacché crea i nativi sterili, infelici nei figli, sordidi, non sposati. Cercare quindi la causa: poiché la natura di Saturno è fredda e secca, raffredda e inaridisce il liquido seminale. Come può dunque il nativo essere prolifico o avere unioni non sordide con persone anziane o vili secondo la natura dell’Astro?» tratto da CGAG.

BIBLIOGRAFIA
The Great Introduction to Astrology  – Albumasar
CGAG – Retorio

LINK TESTO ALBUMASAR The Great Introduction to Astrology
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Signore Genitura di Oscar Wilde: Marte o… Venere? Interpretazione dei risultati

Segue l’analisi del Signore della Genitura di Oscar Wilde secondo il metodo ibn Ezra. Il risultato mi ha permesso di riflettere sulla scelta finale del Signore della Genitura. Infatti, nel computo di ibn Ezra l’autore propone una valutazione di questo Signore tenendo in considerazione solo alcune variabili di essenzialità e di accidentalità. Questo a volte può produrre dei risultati non netti come nel caso della natività di Oscar Wilde. Anche se è Marte ad acquisire qualche punto in più, Venere è molto vicina come punteggio a Marte. Così ho proceduto con una serie di considerazioni da valorizzare in caso di risultati non netti con una ulteriore “procedura di valutazione” nella scelta finale del Signore della Genitura, attraverso la ricerca di “testimonianze” di supporto.

Notiamo nella scelta che alla fine Venere pare avere un peso maggiore ma anche Marte partecipa alle colorature del signore della genitura di Oscar Wilde, come segue nella trattazione che può essere letta nel seguente documento PDF.

LINK DOCUMENTO PDF

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Analisi della Carta Elettiva della Fondazione di Baghdad

Prendendo per buona la data, analizzo la Carta Elettiva con cui sarebbe stata consacrata la città di Baghdad: 31 Luglio 762 ore 14:40 a Baghdad [Domificazione scelta Alcabizio].

Ci troviamo nell’ora di Giove e il Sole è sopra l’orizzonte, l’elezione è dunque diurna e Giove è diurno appena sopra l’Ascendente, nella sua casa (domicilio) e nel suo confine. Giove è un pianeta diurno come la carta è diurna, il posizionamento è diurno perché appena sopra l’orizzonte, il segno è maschile, dunque Giove è in hayz.

La posizione di Giove è molto forte per accidentalità ed essenzialità, visto che il dominio dell’ora è retto da Giove, è presumibile che l’elezione aveva lo scopo di valorizzare la fondazione di Baghdad con un forte dominio di Giove. Notiamo che i due benefici, Giove e Venere, sono in luoghi angolari, la Luna invece è nella XVII mansione che ha la funzione di assediare con eserciti le città e le terre, e per rendere stabili e sicuri gli edifici di una città, rende inoltre le amicizie salde in eterno. Notiamo il Sole nel suo domicilio e configurato in congiunzione alla cuspide del luogo ove ha sede la sua gioia (è congiunto alla IX casa). La regalità, la forza, la gloria sono caratteri che hanno contraddistinto Baghdad per molti anni dopo la sua fondazione.

Se ci soffermiamo sulla LUNA notiamo come gli astrologi abbiano messo l’astro nella Casa di Venere e Venere l’abbiano messa nella Casa della Luna. C’è una mutua ricezione evidente con tanto di contatto tra Luna e Venere: la Luna non è void infatti, per vis luminis appena esce dal segno della Bilancia va a formare un aspetto a Venere, questo ci dice che la Luna non corre a vuoto naturalmente essendo già configurata con la sfera di luce di Venere. Prima tuttavia di realizzare questo aspetto, forma una relazione a Saturno: da notare come Saturno è in Toro nell’esaltazione della Luna e la Luna è in Bilancia nell’esaltazione di Saturno, l’aspetto di opposizione Luna-Saturno che si realizza è da considerarsi attutito e armonizzato dalla condizione di ricezione, come anche il trigono Luna-Venere che è sottolineato e rafforzato dalla mutua ricezione.

Notiamo come gli astrologi abbiano messo Marte in VII casa, probabilmente non avevano molti orari o giorni a disposizione per l’elettiva, e hanno preferito questa strana configurazione per nulla buona nele regole delle elezioni. L’opposizione Marte-Giove (che è anche applicativa) genera ogni tipo di irregolarità e muta gli amici in nemici poiché, dice l’Anonimo, Giove causa la pace ma Marte l’ira e la collera, così l’opposizione diventa una figura conflittuale tra pace e guerra. Infatti passati i primi anni gloriosi dalla fondazione, la città di Baghdad è stata più volte vittima di saccheggi e di violenti eventi bellicosi, non solo da nemici “noti” ma anche da chi si considerava amico. Non pochi furono i tradimenti interni alla città e al suo governo! Proprio il saccheggio è rievocato dall’opposizione Luna-Saturno che indica citando Anonimo, Valente, Doroteo la dispersione dei beni e il venir meno delle sostanze.

Nel 1258 ci fu un importante saccheggio e la grande biblioteca fu rasa al suolo. Nuovamente ciò accadde nel 1401, e più volte ancora nel XV, XVI e XVII secolo. Dopo la prima guerra mondiale la città entrò in una nuova fase di prosperità e fu anche eletta come capitale del nuovo stato indipendente dell’Iraq. La città di Baghdad è stata comunque sempre capace di riprendersi e riedificarsi!

(citazione wikipedia) “Baghdad divenne il centro commerciale e culturale dell’epoca d’oro islamica. Secondo alcune fonti fu la prima città al mondo, alla sua acme, a superare il milione di abitanti[5]. Una larga parte della popolazione era originaria dell’Iran, in particolare della zona di Khorasan. Molte delle storie narrate nelle Mille e una notte sono ambientate nella Baghdad di quel periodo, governata dal Califfo Hārūn al-Rashīd. Baghdad fu anche per tutto il periodo abbaside califfale fra le città maggiormente cosmopolite. In essa vivevano musulmani, cristiani, ebrei e zoroastriani provenienti da tutto il Vicino e Medio Oriente nonché dall’Asia Centrale. La rapida crescita della popolazione rallentò con lo spostamento della capitale a Sāmarrāʾ, cui seguirono la perdita delle province occidentali e orientali con la fine del centralismo abbaside, la “tutela” buwayhide e la dominazione dei Selgiuchidi (1055-1135). La città rimase comunque uno dei principali centri culturali e commerciali del mondo fino al 10 febbraio 1258, quando fu presa e saccheggiata dai Mongoli guidati da Hulagu, nipote di Gengis Khan.”

È evidente che Giove nell’elezione della fondazione della città ha avuto il suo grande peso unitamente tuttavia a Marte. Da notare infatti che la Luna sta passando in Scorpione, segno anche di Marte, ed era inevitabile immaginare che questo momento elettivo portasse con sé sicuramente i benefici di Giove ma anche i successivi danni di Marte, come è stato.

Per concludere osservo che nel momento elettivo alcune stelle del Centauro stavano sorgendo all’orizzonte: in particolare Hadar (حضار) il cui nome persiano significa “pubblico, citta o civiltà, essere stanziati in un’area civilizzata“.

(Un precedente approfondimento a cura di Francesca De Luca al seguente link)

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Vera e Falsa astrologia: stralci e commenti personali dal manoscritto di Giovanni Battista Grassetti del 1683

Articolo pubblicato su LINGUAGGIO ASTRALE rivista dell’Associazione CIDA Centro Italiano Discipline Astrologiche

PREMESSA – Dal 1600 inoltrato in poi (fino ad arrivare all’avvento della teosofia del periodo XIX-XX secolo che scardinò completamente l’intero sistema astrologico proponendone una visione eso-ed-essoterica, come anticipazione ad un approccio più simbolico e pseudo-psicologico dello scibile) era solito partorirsi, con una certa enfasi, elaborati dal titolo minaccioso e perentorio: “Della vera astrologia”, “Della falsa astrologia”; è il momento storico in cui comincia a rompersi in modo più netto l’autorità predittiva dell’astrologia, influenzata dalle culture di quei tempi anche di ordine religioso che intendevano valorizzare le proprie idee settarie, piuttosto che proporre vere e proprie confutazioni.

Infatti questi libricini distinguono l’Astronomia come scienza degli astri dall’Astrologia, ovvero scienza delle predizioni. Tuttavia fu già Claudio Tolomeo a fare questa distinzione nel Libro I – Capitolo I del Tetrabiblos: Due sono le principali dottrine su cui sono fondate le predizioni astronomiche. Una (l’Astronomia) prima in ordine ed in certezza attraverso cui conosciamo ad ogni istante il moto del Sole, della Luna e degli altri astri come pure i rapporti che questi hanno tra loro o nei confronti della Terra. L’altra (l’Astrologia) attraverso cui, seguendo le qualità naturali di questi astri, noi consideriamo i cambiamenti che essi, a seconda della loro reciproca posizione, producono negli organismi. Di queste dottrine, la prima (Astronomia) possiede rigore scientifico, mentre la seconda (Astrologia) non giunge alla stessa certezza (…).

Il determinismo è una faccenda spinosa: di per sé esiste a rigor di logica e di evidenza un’azione deterministica del cielo sulle cose create. La Terra è rigogliosa di vita perché gli Astri, disposti in un certo modo, hanno permesso a livello fisico la possibilità che la vita germogliasse, questo è un determinismo astrale perché la precisa disposizione del Sole rispetto alla Terra, la disposizione degli altri Astri nelle loro orbite, la presenza del nostro satellite naturale, la Luna, hanno nel loro concerto concesso vita sulla Terra. Bastava avere Giove al posto di Venere che gli stessi scienziati dicono non sarebbe stata possibile la vita sulla Terra per ovvi cambiamenti che i corpi attorno avrebbero subito dal gigante gassoso. Se ci pensiamo, questa è una forma di determinismo. Come è deterministico il fatto che il Sole produca frutti sulla Terra in virtù delle sue manifestazioni fisiche che noi viviamo attraverso le stagioni. Come è conosciuto il fatto che la Luna, grazie al suo potere attrattivo, agisce sulle masse di acqua negli ecosistemi terrestri in modo specifico e che il clima sia legato anche alla sua potestà, che se non ci fosse causerebbe secondo gli scienziati sconvolgimenti climatici e naturali sulla Terra.

Gli astri concorrono all’equilibrio sofisticato e complesso della vita sul nostro pianeta, che si esplica nei vari regni naturali, ognuno dei quali rigorosamente sottoposto alla sua Legge naturale e quindi sistemica. Questo per dire che delegittimare l’Astrologia a mera superstizione è un tentativo polemico per dire “il nulla”. L’astrologia se osservata come fenomeno attraverso cui osservare il comportamento degli astri nella ruota stagionale, può e come essere coincidente certe esperienze precise e per nulla simboliche, ma pienamente deterministiche. Il Sole e la Luna sono i due astri verso cui, oggi, possiamo osservare un evidente ruolo deterministico; indirettamente anche gli altri astri possiedono questa sottile caratteristica, come si evince da alcune fonti scientifiche(1,2):

Giove è chiamato nel gergo astronomico Buon Giove o Gigante Gassoso di massa gioviana protettiva, ovvero nello studio dell’abitabilità dei sistemi planetari, gli scienziati studiando il nostro sistema solare hanno stabilito che un sistema per presentare la possibilità di avere un pianeta roccioso abitabile e con vita complessa, deve per forza avere un gigante gassoso nel suo sistema che funzionerà da protettore contro cataclismi (Giove infatti ci protegge da numerosi impatti di meteoriti o asteroidi, che finiscono il più delle volte nella sua atmosfera, se non ci fosse aumenterebbe enormemente la possibilità di impatti di corpi erranti sul nostro pianeta) e inoltre si è stabilito che nella formazione del nostro sistema e quindi nella formazione anche della nostra Terra, Giove in qualità di Gigante Buono ha permesso l’apporto di materia indispensabile all’adattabilità, avrebbe cioè deviato numerosi corpi dotati di ghiaccio, e materiale organico, verso il nostro pianeta agli albori della creazione del sistema solare. Il ruolo di “Giove Defensor” fu compreso completamente nel 1994 quando la cometa Shoemaker-Levy 9 vi si schiantò sulla sua superficie: se la gravità gioviana non fosse intervenuta catturando la cometa, essa si sarebbe schiantata nella zona abitabile del sistema solare, con un’elevata probabilità di causare un disastro simile a quello che portò alla fine dell’Era dei Dinosauri. Mi sorprende constatare che Giove sia ritenuto dal linguaggio astrologico come Grande Benefico, colui che con magnanimità preserva la vita dell’uomo. Lo è a tutti gli effetti anche astronomicamente.

Questi brevi pensieri introducono alcuni stralci del manoscritto La vera e la falsa astrologia(3)di Giovanni Battista Grassetti, rielaborati in un italiano più comprensibile, come testimonianza dei nostri predecessori Astronomi-Astrologi che tentarono di confutare l’Astrologia tuttavia non riuscendoci; un modo, spero gradito, per rievocare autori minori e meno noti su cui riflettere insieme. Tra parentesi tonda troverete i miei personali commenti.

Buona lettura.

STRALCI E COMMENTO

  • Sulla natura delle dodici case celesti: […] la prima casa è casa della vita e vien significata per la parola Natus. Ella è la prima casa, anzi l’oroscopo istesso, in essa si forma il giudizio della vita naturale e dello spirito. La seconda casa, dalla quale si conosce la speranza del possedimento delle facoltà, del vitto dei ministri e dell’accrescimento dei servitori, è luogo pigro e alieno dall’oroscopo, porta dell’inferno. La terza casa è quella che dà indizio di quel che accade coi fratelli, sorelle, propinqui, e il minor viaggio. La quarta dimostra i parenti, i patrimoni, l’eredità, tesori, e tutto quello che appartiene alle riposte e nascoste facoltà del patrimonio. La quinta casa è la casa dei figlioli, della benevolenza, dell’ambasceria, delle donazioni e di quelle cose che dopo la morte accresceranno di lode o di vituperio, anche di beni, di fortuna e somiglianti. La sesta casa dà luce per conoscere quelle cose che devono succedere di tristezza o di malattia, scopre i ladri, gli insidiatori, gli omicidi e per questo è chiamata casa di mala fortuna e gaudio di Marte, quasi che egli di tali mali si rallegri e goda. La settima accenna la quantità e qualità dei maritaggi e nuovi parentati. L’ottava fa mostra del timore e della paura e dà indizio della qualità della morte. La nona ha virtù di significare le sétte, la sapienza, la religione, i pellegrinaggi. La decima è casa del Regno e da questa scopronsi le magistrature, le dittature e altre dignità. L’Undicesima è casa di Giove perché è casa di lode, di maggior fortuna, d’aiutanti e di ministri. La dodicesima casa è di tutte le altre la più infelice e pestilenziale.
  • Amici e nemici, nonché prime virtù dei pianeti: […] Amici sono Saturno Giove Sole e la Luna. Inimici sono Marte e Venere. Amici di Giove sono tutti gli altri tranne che Marte. Amici di Marte sono Venere e Sole. Inimici dell’istesso tutti gli altri quattro. Amici del Sole sono Giove e Venere, inimici Marte, Mercurio e la Luna. Amici di Mercurio sono Saturno, Giove e Venere, inimici gli altri. Amici della Luna sono Saturno, Giove e Venere e gli altri inimici sono dell’istessa. Giove e Venere sono benigni. Il primo maggiore del secondo. Saturno e Marte sono maligni, il primo maggiore del secondo. I benigni nella casa del maligno, maligni diventano. Mentre i maligni nella casa del benigno, benigni diventano. Mascolini son quelli che caldi e secchi sono, e quelli che son freddi e umidi, saranno femminili.
  • Della disposizione degli Astri: […] Inoltre è da sapersi che i pianeti sono Orientali e altri Occidentali. Orientali sono quelli che sorgono la mattina sopra l’orizzonte avanti la levata del Sole. Gli Occidentali quei che tramontano la sera prima del tramontare di quello (del Sole). Altri di più sono Settentrionali &altri Meridionali. Settentrionali son quelli che nel suo Eccentrico dalla Eclittica verso Settentrione declinano, & i Meridionali al contrario, che verso il Meriggio piegano.
  • Sulla figura della natività: […] Fatta dunque la figura della natività, notano (gli astrologi) il sito e il luogo particolare di ciascun Pianeta e osservano qual di essi pianeti sia nella prima casa del cielo e chi nella seconda; qual di essi nella propria casa si ritrova; se il Sole nel Leone, Saturno nel Capricorno, e così per gli altri astri (ovvero l’autore vuole dire che si osserverà se i vari astri sono nelle loro dignità, o eventualmente debilità). Confideranno di più chi di quelli abbia più dignità maggiori, cioè la propria casa, l’esaltazione, gli aspetti più benigni (ovvero, l’autore fa presente che si tengono in buona considerazione quegli astri che si ritrovano nella casa della loro gioia e quelli che sono nella loro dignità; il Sole gioisce in IX casa, la Luna in III casa, Marte e Saturno rispettivamente gioiscono il primo in VI e il secondo in XII casa, Venere e Giove gioiscono rispettivamente in V e in XI casa; per quanto riguarda le dignità maggiori l’autore cita solamente l’esaltazione e considera la posizione di un astro nella casa della sua gioia, considerata come una dignità importante). [Guardano poi] i quattro angoli dell’Oriente e dell’Occidente, del Mezzo del Cielo e del Fondo del Cielo, poi vedono quali siano i Signori e i dominatori della genitura, formando così il giudizio e presagio delle cose future.
  • Obiezione dell’Autore sulla data da considerare nella realizzazione della carta di nascita: […] Queste sono le Dottrine e la pratica degli Astrologi. Or vediamo se fondate siano nella vera scienza, o in speculazione false e favolose (per favolose vuole intendere fantasiose, ovvero alienate). Primieramente militano contro questi insegnamenti tutte le ragioni […] in particolare la ragione presa dalla Dottrina di Tolomeo apophthegmatum (dal greco apòphthegma derivato di apophthéngomai “parlare consciamente”, ovvero detto memorabile proveniente dall’aneddotica classica) che principalmente dice doversi considerare il principio della concezione e generazione del bambino, e non della nascita: Cum principium temporale homninis flatuatur, scrive egli (Tolomeo), natura quidem illud est principium, cum sementi utero genitali admittitur, potentia autem, & secundum accidens, cum hora partus infans egreditur. E se bene poco dopo egli soggiunge qut horam ignorant principi seminalìs, illos necessarium est, sequi principium nativitatis; con tutto quello che si è mostrato tra l’ora della concezione e l’ora del parto non vi è alcuna determinata corrispondenza, e anche se vi fosse è moralmente impossibile il rintracciare quel punto e quel minimo momento, in cui tutto l’oroscopo da essi è fondato. (L’autore in effetti solleva una questione ancora oggi combattuta, cita Tolomeo che in Libro III, Capitolo II del Tetrabiblos realmente indica come la comprensione dell’animo e del corpo di un nascituro, si dovrebbe stabilire non dal giorno, ora e luogo di nascita – che è un fatto accidentale, ovvero non è detto che il concepito nasca per forza – ma si dovrebbe stabilire dal momento in cui avviene il concepimento, ovvero nel momento in cui il seme maschile penetra nell’ovocita e si avvia la reazione germinativa della vita di, in potenza, un nuovo individuo. Dice Tolomeo: Visto che l’inizio temporale dell’uomo è costituito naturalmente dal momento stesso della concezione, e poi, accidentalmente, da quello della nascita, nel caso in cui fortuitamente o per deliberata osservazione, sia conosciuta l’ora stessa della concezione, potremo ben a proposito considerare la posizione in cui si trovavano gli astri in quel momento, per giudicare delle particolari caratteristiche del corpo e dell’anima del nascituro. In effetti, il prodotto del concepimento, in tale istante, riceverebbe il proprio temperamento dall’influsso del cielo che lo sovrasta, e, benché mentre il corpo si forma, si producano poi in esso dei successivi mutamenti, anche a causa dei nutrimenti molteplici che esso poi assimila, accomodandoli alla propria natura, tale prodotto conserva sempre la rassomiglianza con quella prima impressione. Tuttavia Tolomeo aggiunge una cosa, su cui l’autore sorvola velocemente per avvalorare la sua antitesi: Se l’ora della concezione è però ignota, come capita assai sovente, si trarrà l’inizio dall’uscita del grembo materno. Anche tale istante è difatti assai importante e differisce dall’altro soltanto per il motivo che se quello della concezione è conosciuto, potranno essere predette anche le cose che precedono il parto. Con buona pace di Giovanni Battista Grassetti!).
  • Altra obiezione sul giudizio della nascita: […] Inoltre non considerano (gli astrologi) la figura dell’utero, il sito, la durezza, la morbidezza, l’umidità, l’alimento, la temperanza o intemperanza della madre, il timore, il gaudio, la tristezza, la sanità o infermità, la robustezza, o fiacchezza, e cose simili, giacché dalla varietà di tante cose diversi effetti vengono cagionati nel pargoletto concepito (in parole semplici l’autore obietta che l’Astrologo tende a produrre giudizi esclusivamente rivolgendosi al linguaggio degli astri senza considerare variabili più umane, in questo richiama la dottrina di Ippocrate, e i testi De Genitura e De natura pueri, dove giustamente la medicina di quei tempi capì come l’individuo è ciò che è anche in virtù di variabili strettamente legate all’umana determinazione, a partire dalla nutrizione della madre durante la gravidanza e i comportamenti della stessa, cose oggi più che note e sappiamo bene come la donna in stato di gravidanza in questi tempi moderni segua protocolli molto complessi anche sulla cura dell’alimentazione, per preservare il fanciullo e farlo crescere al meglio nel suo ventre).
  • Obiezione su Saturno malefico, secondo l’autore: Fingono (gli astrologi) che Saturno è maligno, e della sua malignità erano gli uomini così malamente impressionati che come riferisce il S. Agostino nel De consensu evangelistarum al Capitolo 23 non volevano sentire il nome di quello (di Saturno); così che lo chiamarono il vecchio e i Cartaginesi invece di dire “la Contrada di Saturno” dicevano “la Contrada del Vecchio”; e dall’altra parte al medesimo Saturno del pargoletto nelle materne viscere racchiuso, è nel primo mese di sua vita la prima cura che gli offre; dimodoché secondo il loro parere ogni uomo è tanto infelicemente concepito (l’autore fa del sarcasmo) che è destinato da Dio ad avere per custode per tutto il primo mese del viver suo il maligno e più malefico dei Pianeti, che nel Ciel si ritrovi … (questo passaggio molto complesso evoca diverse teorie astrologiche, la prima parte ci indica come Saturno sia stato avvertito realmente in modo negativo, ma l’autore ritiene che tale concezione è stata determinata colpevolmente degli Astrologi che hanno dunque causato una suggestione collettiva; in altri passaggi, che ho omesso perché estremamente articolati, accusa gli Astrologi per aver indicato l’amicizia tra Saturno e Giove chiedendosi come fanno due astri dal temperamento così diverso ad essere considerati amici, obiezione che fa anche Marsilio Ficino in Scritti di Astrologia ridicolizzando esplicitamente Tolomeo, Albumasar e altri autori antichi; in realtà l’amicizia di Saturno e Giove ha anche e non solo una origine nella tradizione dell’astrologia ellenica, legata alla teoria della sétta che semplicemente indica Saturno come estremamente freddo e secco quindi risulterà migliore in una nascita diurna insieme a Giove che è caratterizzato da temperamenti caldi e umidi non estremizzati, cosicché Saturno in una nascita diurna compromette i suoi eccessi di freddo e secco diventando in un certo senso più buono; cosi per Marte che è migliore nella nascita notturna perché stempera i suoi eccessi di estremo caldo e secco, ed è posto in compagnia a Venere che le è amica in virtù del suo essere moderatamente fredda e umida ad un livello gradevole. Inoltre è nella teoria degli opposti che si trova l’equilibrio perfetto: Saturno e Giove sono amici perché Giove può instillare in Saturno istanze di calore che lo aiutano a mitigare il suo eccesso di freddo; mentre Marte è amico di Venere perché quest’ultima può infondere un po’ di freddo e umido all’eccessivo Mavor (un nome citato da Trismegisto riportato da Cornelio Agrippa per Marte e usato anche dai miti italici pre-romani). Mentre risulta molto interessante l’obiezione che l’autore fa su Saturno: in parole semplici chiede come può essere Saturno considerato malefico se poi gli Astrologi dicono che il pianeta interviene nel concepimento e nel primo mese di gravidanza formando il primo abbozzo di un potenziale e futuro individuo! Anche qui l’autore pare non considerare molte fonti e sfumature di filosofia naturale. Saturno è stato associato al concepimento, o meglio all’attecchimento del seme maschile nell’ovocita, perché è pianeta notoriamente agreste, buono proprio per l’Agricoltura e per analogia presiede amorevolmente e benevolmente al corretto e amabile attecchimento del seme nella terra, così per cosignificanza temperamentale e naturale un buon Saturno garantirebbe in sincronicità il buon esito dell’inseminazione nell’atto coitale).

FONTI E BIBLIOGRAFIA

  1. Henry Bortman, Coming Soon: “Good” Jupiters in Astrobiology Magazine 2004.
  2. Jonathon I. Lunine, The occurrence of Jovian planets and the habitability of planetary systems, in Proceedings of the National Academy of Science, vol. 98, n. 3, 30 gennaio 2001, pp. 809-814.
  3. Consultato il testo originale “La Vera e falsa Astrologia” di Giovanni Battista Grassetti, nella versione digitalizzata dal Sistema Bibliotecario di Ateneo SBA dell’Università degli Studi di Trieste.
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I 7 Anelli Planetari di Petrus Arlensis

Partendo da una ricerca riferita al Lapidario di Camillo Leonardi, mi sono imbattuto in un altro lapidario che mi ha particolarmente colpito ovvero quello di Petrus Arlensis de Scudalupis. Non ho reperito molte informazioni biografiche su questo autore. Scopro però che è nato nel 1580, muore nel 1637. È definito “hierosolymitanus presbyter”, autore di “Sympathia septem metallorum ac septem lapidum ad planetas” (il lapidario che ho consultato e trovato casualmente) e per quello che trapela dalle sue pagine pare rigettare categoricamente le teorie e i principi della precedente magia caldea e persiana a favore della sola tradizione ebraico-cristiana.

INDICE ARGOMENTI

Chi era Petrus Arlensis e contesto storico.

Contenuto del lapidario.

Immagine degli Anelli Planetari realizzata da Petrus Arlensis

Descrizione degli Anelli Planetari secondo Petrus Arlenisis

Principio su cui si basa l’arte talismanica

Proprietà dei sette anelli planetari

Segnalazione approfondimento sui Lapidari a cura di “La Società dello Zolfo” e Pagina Facebook di Artigiani di Talismani secondo i dettami dell’Arte “Atria Radiis”

Chi era Petrus Arlensis e contesto storico

È sicuro che Petrus Arlensis è stato un medico, chimico (alchimista) e scrittore, partiamo col considerare il contesto storico. Ci troviamo nel XVI secolo e la tradizione dei lapidari è il best seller dell’epoca. Infatti è possibile ancora oggi consultare numerosi lapidari digitalizzati da diverse biblioteche: sono innumerevoli e molti non sono mai stati sfogliati o studiati. Credo che dai Lapidari potremmo trovare informazioni o curiosità astrologiche ancora oggi inesplorate, o perché no informazioni sulla logica delle associazioni dei pianeti e dei metalli ai sette pianeti, non sempre molto chiare sulle diverse fonti utilizzate dai vari autori. Nel periodo di Petrus troviamo anche lo Speculum Lapidum di Camillo Leonardi, il De Gemmis di Franciscus Rueus, le opere di Petrus Costantius Albinus de Villanova. Possiamo facilmente notare nei diversi lapidari una esposizione diversa dei contenuti: chi porta avanti una tradizione magica proveniente dalle fonti arabe, e chi invece pare volerla superare e criticare come fece Petrus Arlensis de Scudalupis, probabilmente in nome delle sue convinzioni religiose totalmente votate alle tradizioni ebraico-cristiane.

Contenuto del lapidario

CONTENUTO DEL LAPIDARIO DI PETRUS ARLENSIS

Il Lapidario di Petrus Arlensis riporta informazioni sui metalli e sui pianeti associati ai sette pianeti. Il testo è in latino, e per motivi di tempo mi sono limitato a comprendere solo alcuni passaggi in riferimento alla scelta delle pietre e alla loro associazione ai sette pianeti. Tuttavia c’è da dire che la particolarità di questo Lapidario è che riguarda un trattato composto da un autore contrario alla magia caldea, persiana, araba, o comunque all’eredità della letteratura del suo tempo per quanto riguarda l’Arte Talismanica. Quindi si tratta di una testimonianza di un fervido credente, un presbitero investito di onorificenze clericali, cristiane, cattoliche. Ci troviamo in un periodo della storia dove la Chiesa condanna ferocemente l’uso di certe tradizioni “magiche” che le considera contrarie alla Legge di Dio. Ciò che invece la Chiesa pare non condannare è l’uso dell’Astrologia per scopi naturali, per esempio la iatromatematica (o astrologia medica) ma anche l’astrologia del clima non erano soggette a forti condanne da parte della Chiesa. Petrus Arlensis si trova comunque a trattare un argomento che può facilmente indurre a inquisizione e al rischio di condanna. Ecco che nel manoscritto, Petrus sottolinea in ogni paragrafo la sua distanza dalle “idiozie” degli Arabi e sulle credulonerie dei suoi predecessori, condannandole profondamente. Critica anche l’Arte Elettiva dicendo che eleggere la creazione di un manufatto è in un certo senso ridicolo perché ciò che conta è prima di tutto la proprietà della pietra o del metallo: infatti secondo l’autore al di là dei decreti celesti la pietra che utilizzeremo intenderà infondere comunque la sua natura. Tuttavia anche Petrus Arlensis associa una relazione tra Pianeti e Pietre e consiglia di realizzare certi manufatti in modo tale che la natura della pietra sia il più possibile rappresentata dal cielo. Quindi sovente va in contraddizione: da una parte “negando” dall’altra poi sottilmente e in modo generico “confermando” le idee degli arabi.

È inevitabile ritenere che in questo periodo alcuni autori scrivessero anche sotto una “minaccia culturale” non di poco conto, quella della Santa Inquisizione. E possiamo pensare che molti scrivessero anche in modo tale da impedire il più possibile certe accuse. Come dire: io ti dico che gli Arabi eleggevano la creazione delle pietre secondo decreti elettivi del cielo, ma ti dico pure che è una idiozia, ma ti dico pure che comunque è sempre meglio avere il supporto del cielo nella creazione di un manufatto che vogliamo per esempio usare per curare un morbo. Appunto: contraddizioni una dietro l’altra.

Rimane comunque interessante il contenuto di questo lapidario, in particolare la proposta che fa l’autore per il montaggio di Sette Anelli Planetari, ogni anello è di un metallo legato ad un pianeta specifico, e per ogni anello è incastonata una pietra legata sempre al pianeta. Questi manufatti secondo l’autore rilascerebbero nella persona che li indossa una serie di proprietà naturali (potremmo dire “proprietà minerali”) per favorire certi equilibri temperamentali e fisici, sono dunque oggetti indicati più per questioni di benessere fisico che per questioni “magiche” (tipo un anello planetario per trovare l’amore sarebbe stato considerato, secondo la cultura di Petrus Arlensis, un oggetto diabolico).

Immagine degli Anelli Planetari realizzata da Petrus Arlensis

Descrizione degli Anelli Planetari secondo Petrus Arlenisis

ANELLO DI SATURNO: realizzarlo in piombo, incastonare una pietra di turchese.

ANELLO DI GIOVE: realizzarlo in stagno, incastonare una pietra di corniola.

ANELLO DI MARTE realizzarlo in ferro, incastonare una pietra di smeraldo.

ANELLO DEL SOLE realizzarlo in oro, incastonare una pietra di diamante o zaffiro.

ANELLO DI VENERE realizzarlo in rame, incastonare una pietra di ametista.

ANELLO DI MERCURIO realizzarlo in argento vivo (? amalgama), incastonare una pietra di magnetite anche se andrebbe proprio tradotto come “un magnete” cioè letteralmente una calamita!

ANELLO DELLA LUNA realizzarlo in argento, incastonare una pietra di cristallo (di rocca).

L’autore dice che non solo la disposizione del cielo è importante nelle fasi elettive per la costruzione di un oggetto, che in certi momenti pare invece criticare ferocemente, anzi è più importante saper scegliere la pietra adatta e più adeguata. Se associamo al Turchese il pianeta di Saturno, l’autore vuole dirci che non tutte le pietre di Turchese apparterranno a Saturno ma solo quelle che rispettano certi criteri. Quindi per l’autore l’attenzione è da porsi non solo nelle scelte elettive delle disposizioni celesti, ma prima di tutto sule “scelte selettive” nel momento in cui dobbiamo scegliere una pietra.

Turchese

ANELLO DI SATURNO – per questo anello l’autore indica la pietra di Turchese, dice che la pietra di turchese più adatta è quella che ha la colorazione blu/celeste più intensa, con sfumature bianche.

Corniola

ANELLO DI GIOVE – per questo anello l’autore indica la Corniola, dice che di queste pietre ve ne sono molte anche in Italia e in Europa in genere, ma sono tutte non adatte, meglio rivolgersi all’oriente (?) per cercare corniole dal colore rosso intenso, indica che la pietra deve essere di “colore aggregato” a rievocare quel rosso che si vede quando il sangue coagula. Eviteremo secondo l’autore corniole con troppe sfumature, o con inclusioni di colorazioni evidentemente diverse dal colore principale che è “rosso sangue coagulato”. Per questa pietra dice che attenua i dolori della testa e distende i nervi.

Smeraldo

ANELLO DI MARTE – l’autore associa a questo anello la pietra di Smeraldo, dice di optare per smeraldi che provengono da ambienti incontaminati, verdeggianti, ovvero da preferire i luoghi di estrazione immersi in una natura intensamente fitta di vegetazione. Optare per smeraldi verdi brillanti, verdi intensi, in parole semplici consiglia uno smeraldo intensamente verde privo il più possibile di inclusioni cromatiche diverse dal verde. Dice che questa pietra “assorbe e mantiene il calore”, quindi messa in bocca “rinfresca”. Forse vuole dire che toglie le infiammazioni di qualsiasi tipo proprio perché il verde rievoca i boschi e la natura fresca e umida, e poiché la pietra conserva e mantiene calore riesce a “togliere” o ad assorbire i mali di Marte che sono principalmente anche quelli associati alle infezioni e infiammazioni (che sono patologie in cui si verifica aumento del prurito e del calore nelle aree per esempio di una ferita purulenta). La pietra eliminerebbe questo calore. Ecco che anche se la pietra è della natura di Marte, ha una funzione sfiammante, quindi, renderebbe ciò che è della natura di Marte più “accomodante” per la persona.

Zaffiro

ANELLO DEL SOLE – l’autore indica lo Zaffiro. In particolare pare suggerire quelle pietre di zaffiro che emettono luci bianche… (riflessi quindi?). In effetti lo zaffiro può avere delle colorazioni tali che i riflessi possono risultare biancastri. Pare dunque indicare che tra le pietre dello Zaffiro opteremo per quelle che emulano in un certo senso l’azione del sole, che sprigiona luce visibile, quindi opteremo per pietre riflettenti luci biancastre.

Ametista

ANELLO DI VENERE  – per la pietra di Venere abbiamo alcune indicazioni che ci fanno comprendere il pensiero dell’autore. Associa le pietre di Ametista ma indica di scegliere pietre pure, prive di infiltrazioni di altri elementi oppure di inclusioni “impure” perché ogni inclusione impura rappresenterà un impedimento per la pietra nell’elargire la natura (e i benefici) di Venere. Questo ci fa capire bene che l’autore quando parla di “elezione” nei confronti delle pietre non si sta riferendo all’Astrologia elettiva (visto che critica profondamente anche gli arabi circa questa arte) ma si riferisce alla “scelta” della pietra, una scelta secondo criteri organolettici di purezza, lucentezza. Secondo l’autore prima di incastonare una pietra e di usarla per un talismano o un anello planetario dobbiamo verificare che la pietra sia “pura” e non sia contaminata da inclusioni che rappresenterebbero veri e propri impedimenti nell’elargizione da parte della pietra dei doni promessi dalla natura del pianeta associato.

Magnete

ANELLO DI MERCURIO – dice l’autore che il Magnete è una pietra di mercurio e che non è Mercurio a darci i suoi doni ma è la pietra a rievocarli, dice che il Magnete si comporta come Mercurio perché attira a sé le cose e Mercurio è un attrattore, un comunicatore, un pianeta veloce, frequentemente in moto retrogrado, sempre vicino al Sole, il magnete quindi nella sua funzione “attrattiva” emula in un certo senso le qualità del pianeta Mercurio, ecco che secondo l’autore il magnete si associa a Mercurio per una sua intrinseca qualità naturale. Per quanto riguarda l’anello di Mercurio vorrei soffermarmi anche sull’indicazione del metallo proposta dall’autore. L’autore parla di Argento Vivo, concetto con cui ci si riferisce al Mercurio come metallo. Tuttavia, il Mercurio è un metallo che alle temperature ambientali è liquido. Quindi a quale metallo si riferisce l’autore? Ovviamente alla Amalgama d’argento, una lega metallica usata anche in antichità (citata anche da Sant’Agostino) composta da una combinazione di metalli come argento, mercurio, stagno, rame. L’aggiunta di mercurio in questa lega garantisce, proprio per la sua fluidità, una gradevole morbidezza e flessibilità. Notiamo che Mercurio come pianeta, anche nella tradizione araba del Picatrix, è definito multiforme, ne maschile ne femminile, ne buono ne cattivo, dotato di più colori, multi variegato, plastico, adattabile. Ecco che l’Amalgama pare la lega metallica più congeniale per Mercurio-pianeta perché è una lega di più metalli, ed è un metallo plastico, morbido, che differisce da tutti gli altri. È doveroso precisare che l’amalgama contenente mercurio è stata utilizzata anche nella medicina odontoiatrica come leghe da otturazioni. Una serie di studi hanno dimostrato che queste leghe con il tempo, e sottoposte a usura, rilasciano piccole dosi di mercurio che evaporerebbe nel tempo. Gli studi però dimostrano che queste dosi rilasciate sono molto piccole, quasi insignificanti, rimane comunque un metallo che contiene un elemento tossico che è appunto il mercurio. Oggi con le conoscenze che possediamo, possiamo per un Anello di Mercurio optare per leghe metalliche dove non inseriremo metalli tossici (come il mercurio), ciò che conta secondo l’autore è utilizzare una lega che sia composta da più metalli perché è tipico di Mercurio rappresentare tutto ciò che è multiforme e variegato (quindi opteremo per una lega per esempio di argento, rame, stagno, zinco, ferro, oro eccetera).

Cristallo di Rocca

ANELLO DELA LUNA – di cristalli ne esistono tanti, dice l’autore, ma per un anello lunare opteremo per il cristallo di rocca perché la sua lucentezza e il modo in cui riflette la luce rievoca la luce lunare, che non offende mai gli occhi.

Principio su cui si basa l’arte talismanica

Questione affrontata anche in altri articoli, e che ripropongo brevemente. L’Arte Talismanica si basa sul principio della SIMPATIA termine che deriva dal greco sympatheia, parola composta da συν + πάσχω (syn + pascho = συμπάσχω), letteralmente «patire insieme» oppure «provare emozioni insieme…». Il concetto della Sympatheia è alla base della teoria talismanica secondo cui le cose del mondo sublunare (per intenderci metalli, pietre ed erbe) hanno una simpatia ovvero una correlazione e relazione a certe cose del mondo celeste (stelle fisse, pianeti del settenario, e anche i 12 segni zodiacali). Tali legami informano dunque sulla natura della cosa del mondo terrestre, cioè se ho bisogno dei favori di Mercurio cercherò di entrare in contatto il più possibile con “cose” che appartengono a Mercurio e che posso ritrovare sulla terra attraverso per esempio metalli, erbe e pietre associati al pianeta. Questa forma di Arte risponde alla Sentenza VIII del Centiloquio Pseudo-tolemaico che dice “l’animo sapiente collabora con l’azione della sfera celeste come il contadino collabora con le forze della natura e potando” ovvero colui che conosce queste cose potrà attraverso gli oggetti della terra (erbe metalli e pietre) operare affinché siano concessi i favori del cielo. Dal punto di vista più pratico tali favori sarebbero secondo quest’Arte connessi alla capacità di questi oggetti di suscitare certe azioni sul temperamento individuale. Ovvero secondo quest’Arte se mi metto in relazione a cose della natura di Marte, inevitabilmente il mio temperamento tenderà ad amplificare i suoi lati connessi alla natura marziale. Si usa eleggere il momento più adatto ponendo il pianeta associato per esempio alla pietra che stiamo incastonando in un talismano in condizioni di essenzialità e di accidentalità favorevoli, e ponendo sempre la Luna in contatto con il pianeta-fulcro.

Proprietà dell’anello planetario

ANELLO DI SATURNO: proteggere la vecchiaia, fortuna nell’agricoltura o nelle attività generali con la terra, per avere capacità di giudizio, prontezza nella capacità di risolvere ogni impedimento, acutezza e autorità.

ANELLO DI GIOVE: per favorire una condotta onesta o attività oneste, bellezza, eleganza, per favorire cariche autorevoli, per avere giustizia, per aumentare i propri possedimenti, per migliorare le finanze in genere.

ANELLO DI MARTE: per condurre le battaglie, le dispute, le strategie al meglio e in modo vincente, per avere capacità di comando, di leadership, per aumentare il coraggio, la determinazione, la prontezza negli affari, le speculazioni.

ANELLO DEL SOLE: per avere buoni rapporti con i principi, i re, i nobili, o le persone che contano, per aumentare il proprio carisma nel mondo, per infondere autorità in ogni cosa, per vedere tutto ciò che si ha intorno chiaramente, per svelare i nemici.

ANELLO DI VENERE: per favorire bellezza, amore, gioia, piacere, sessualità, matrimonio, arte, ecc ecc

ANELLO DI MERCURIO per favorire saggezza, capacità poetica ed eloquenza, commercio e contrattazioni commerciali favorevoli, per affrontare senza danno e con vantaggio le questioni finanziarie legate alle tasse, per conoscere le cose, apprendere, per conoscere le cose superiori, per arricchirsi intellettualmente.

ANELLO DELLA LUNA: per favorire o proteggere il corpo, nella sua componente vegetativa e organica, per contrastare i mali dell’animo, per favorire sentimenti, cordialità, amicizia, per favorire viaggi e spostamenti, e per favorire lo scorrere di un tempo che sia sempre propizio.

FONTI

Consultato direttamente il manoscritto presso
BIBLIOTHÈQUE NATIONALE DE FRANCE

LINK E SUGGERIMENTO
Un approfondimento sui lapidari curato da “La società dello Zolfo” con Mattia Mazzeo, Irene Zanier e Margherita Fiorello.
LINK

Pagina Facebook di Fabbricazione di Talismani secondo l’Arte “ATRIA RADIIS”
LINK

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Cavaliere Eyb (1450-1521) e le sue iconografie dei pianeti

Nel manoscritto di un Cavaliere Tedesco del XV-XVI secolo, un testo dal titolo “KRIEGSBUCH” (Libro della Guerra), incontriamo un vero e proprio manuale ricco di iconografie e grafici esplicativi sulle strategie di combattimento. Il manuale molto corposo (oltre 600 fogli) dedica 5 pagine alla rappresentazione iconografica dei Pianeti connessi alla Guerra che secondo il Cavaliere del testo sono Marte Venere Mercurio e i due luminari (sono estromessi Giove e Saturno). Per ogni pianeta è presente una didascalia manoscritta, che mi è stato per ora impossibile tradurre (si capisce giusto nell’iconografia di Marte che l’autore inizia descrivendo il pianeta come Marte o Ares e indicandone i caratteri bellicosi).


Ludwig VI von Eyb detto Il Giovane (1450 – 1521) nacque il 10 ottobre a Castel Sommersdorf in Baviera, figlio di Ludovico V Il Vecchio. Le prime testimonianze delle attività di Eby come soldato risalgono al 1470 (aveva solo 20 anni) quando accompagnò suo padre in una campagna militare nella regione di Brandeburgo. Nel 1476 si recò in Terra Santa per essere nominato Cavaliere, dopo il suo rientro sposò Margarete nel 1478.


Nel suo manoscritto dal titolo “KRIEGSBUCH” illustra le strategie militari e di combattimento, attraverso l’uso di cavalli ma anche di armi, ci sono numerose pagine che descrivono la lotta corpo a corpo e l’azione militare sul campo. Verso la fine del manoscritto dedica alcune pagine a delle iconografie chiaramente astrologiche proponendo solo i pianeti Marte, Venere, Mercurio con i due luminari Sole e Luna. Ognuno di questi pianeti viene raffigurato come un guerriero a cavallo, con stendardo. Sullo stendardo sono riportati i glifi del pianeta ovvero i luoghi di domicilio e di esaltazione. Nella parte bassa, ai piedi del cavallo, viene riportato il segno di caduta del pianeta.


Quello che colpisce da questo manoscritto è che siamo difronte a un manuale “pratico” inerente il sapere delle arti belliche, non è un libro di astrologia, ne l’autore è un astrologo anzi al contrario è un militare. Eppure inserisce alla fine del manoscritto delle allegorie planetarie raffigurando i pianeti delle “pulsioni” (Marte Venere) unitamente a Mercurio e ai due luminari, sottolineando in questo manoscritto l’importanza di questi astri, nell’averli a favore nel campo di battaglia. Testimonia come l’Astrologia fosse profondamente radicata nelle coscienze delle persone, in ogni mansione, in ogni lavoro, in ogni profilo umano, e sempre considerata o interpellata.


Seguono le iconografie ovvero i disegni realizzati dal Cavaliere Eyb nella rappresentazione dei Pianeti della Guerra (o che interessano un Cavaliere).

SEGUONO IMMAGINI SENZA DIDASCALIE

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Brevi cenni su Anonimo del 379 – chi è e la sua eredità astrologica

Con Anonimo del 379 ci si riferisce ad un astrologo di ignota identità artefice di un Trattato sulle Stelle Fisse che scrisse presumibilmente nella città di Roma. Il testo di Anonimo del 379 è un importante riferimento per quanti vogliono studiare le stelle fisse perché è la prima testimonianza dove sono evidenziate una serie di descrizioni (in greco) su come le stelle vengono utilizzate e interpretate nel complesso capitolo dell’Astrologia Natale.

CONTESTO STORICO

A inizio del testo, Anonimo del 379 dichiara di scrivere durante il consolato di Quinto Clodio Ermogeniano Olibrio (politico romano di età imperiale, 361-384) e di  Decimo Magno Ausonio (poeta romano, 310-395; nacque sotto Costantino, considerato uno degli uomini più dotti della sua epoca a tal punto che nel 365 l’imperatore Valentiniano I lo chiamò a Roma come precettore del figlio Graziano) [riferimenti CCAG 5, 1, p. 198: 3-6].

La prova che il testo di Anonimo del 379 sia stato scritto sotto i cieli di Roma proviene dal testo stesso dove l’autore dichiara che non proporrà delineazioni in riferimento alla stella fissa Canopo proprio perché si trova a Roma, e la stessa non sorge a quella latitudine [riferimento CCAG 5, 1, p. 204: 4-8].

Secondo diverse congetture, è possibile ipotizzare che Anonimo del 379 è l’Astrologo Paolo Alessandrino, noto per la sua Introduzione pubblicata un anno prima, nel 378. Franz Cumont come Robert Schmidt sostengono questa ipotesi, a differenza di Pingree che senza troppe spiegazioni la rifiuta. Tale associazione è riportata in CCAG 5,1:194 e 199 dedicati proprio alle ipotesi sull’identità di Anonimo del 379 e sulla struttura dell’opera di cui riporto il breve passaggio in riferimento all’associazione tra Anonimo del 379 e Paolo Alessandrino.

STRUTTURA DELL’OPERA

È evidente che questo Trattato sulle Stelle Fisse faccia riferimento alle opere di Tolomeo, definito dallo stesso Anonimo come Divino. L’opera consiste nella descrizione interpretativa di una serie di stelle dotate di una certa luminosità (magnitudine). Ogni stella riproduce nature derivanti da due pianeti. L’influenza della stella è in particolare associata alla sua interazione con i punti strategici di una natività (genitura o tema di nascita), in particolare in riferimento ad un angolo (come l’Ascendente) e quando la stella si unisce alla Luna del nativo.

Per la prima volta il testo originale di Anonimo del 379 fu pubblicato da Franz Cumont nel 1904 nel Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum Volume 5, Parte 1 ovvero Codicum Romanorum, ed. F. Boll e F. Cumont, Lamertin, Bruxelles, 1904 alle pagine 194 a 212, riportate in bibliografia con la versione PDF di questo capitolo.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Bezza ha pubblicato la traduzione di questo trattato nel testo “Anonimo Anno 379, Stelle lucide, passionali, nocive e soccorritrici”, pubblicazione liberamente consultabile presso il sito dell’Associazione per lo studio dell’Astrologia Classica “Cielo e Terra” (link diretto del testo in italiano). Segue un breve passaggio di questa traduzione.

[…] se una di queste sorge all’oroscopo ovvero si leva al momento del parto o culmina (ci si riferisce alle stelle Regulus, Arturo, Arkytophylax, Aquila, Antares, dotate di natura o temperamento Giove Marte) fa coloro che hanno una tale disposizione: illustri generali, che sottomettono regioni e città e popoli, coloro che governano, che sono portati all’agire, gli insottomessi, coloro che parlano schiettamente, che hanno il gusto della lotta, che conducono a termine i loro propositi, efficaci, virili, vittoriosi, che danneggiano i propri nemici, opulenti e forse ricchissimi, d’animo grande e ambiziosi e generalmente non muoiono di buona morte; nascono inoltre gli amanti della caccia, i conoscitori e i proprietari di cavalli e quadrupedi. […]

Riferimenti

CCAG 5,1 da pagina 194 in poi, in riferimento alle informazioni su Anonimo 379 e al suo testo sulle stelle fisse LINK PDF

PROSSIMAMENTE L’ELENCO DELLE STELLE DI ANONIMO CON BREVI DESCRIZIONI

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In ASTROLOGIA

Eclissi 25 Ottobre 2022 – Gli scenari dell’attualità

Il 25 ottobre 2022 l’Europa sarà soggetta a un fenomeno di eclissi parziale che tuttavia coinvolgerà maggiormente i territori dell’Europa orientale. Questa eclissi è comunque molto interessante rispetto agli scenari che stiamo vivendo in questo periodo, legati alle tensioni geopolitiche che interessano proprio le aree geografiche coinvolte dal fenomeno di eclissi parziale.

TRATTAZIONE VIDEO DELL’ECLISSI

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Per esempio l’ombra causata dal fenomeno di eclissi raggiungerà solo il 15% visto da Roma; si aggira intorno al 50-60 % nelle aree che vanno da Berlino a Mosca, intorno al 50% anche in quelle intorno a Kiev in Ucraina, mentre in Kazakhstan e nella Russia estrema raggiungerà oltre l’80%.

Dal punto di vista della Longitudine Zodiacale, il fenomeno di eclissi del 25 ottobre avverrà nel secondo grado del Segno Scorpione, in cui incontriamo il Domicilio di Marte e l’Esilio e la Caduta rispettivamente di Venere e Luna. La Luna quindi sarà nella sua essenzialità in caduta. Venere poi sarà al grado 2 dello Scorpione, quindi congiunta all’eclissi di Sole e Luna, si troverà nella sua essenzialità in una condizione di esilio.

Per quanto riguarda il significato delle eclissi, queste dipendono intanto dal luogo domificato e quindi dalle qualità accidentali che acquisisce nel luogo terrestre da cui la osserviamo. In linea generale, comunque, le eclissi rientrano nell’importante capitolo dell’Astrologia Cattolica ovvero dell’Astrologia Mondiale. È noto che le eclissi di Sole possono interessare la politica, i governi, le leggi che ordinano e governano le società, ha effetti sulla società stessa e sul collettivo, oltre che ad avere un effetto importante sul reggente di una nazione, ovvero su colui che detiene il potere. Spesso certe eclissi hanno una funzione di acutizzare certi fenomeni in corso nel mondo sublunare, ovvero di sottolinearli alla nostra coscienza, oppure possono anche rappresentare, nel loro significato simbolico, la fine di un ciclo e quindi la conseguente fine o dipartita di certe faccende umane e collettive.

Ecco cosa dice William Lilly sulle eclissi di sole nel primo volto del Segno Scorpione (quella del 25 ottobre avverrà nel grado 2 dello Scorpione, ovvero nel Volto di Marte):

esse causano e suscitano tumulti bellicosi, omicidi, dissensi, prigionieri, esse amano generare pratiche subdole e complotti, come anche i tradimenti.

Sicuramente siamo già nell’evidenza di questa descrizione di Lilly. Il fatto che il volto dell’eclissi ricalchi uno scenario già in corso, non fa altro che amplificarlo o sottolinearlo ulteriormente.

Inoltre il dispositore dell’Eclissi è un Marte molto particolare, ovvero un Marte che sarà soggetto ad un lungo stazionamento nel segno dei Gemelli. Marte in Gemelli come qualsiasi altro Marte in un segno umano è indicato da Guido Bonatti come contrario specificatamente all’uomo e alle faccende umane, e quando Marte in Gemelli si presenta in scenari di bellicosità, allora i tumulti e le tensioni militari possono anche evidenziare momenti di ulteriore perniciosità e pericolo.

Diversi autori identificano inoltre come corruttori del Sole sia Marte che Venere che in certe condizioni intendono proprio corrompere i significati del luminare. In questo caso nella longitudine zodiacale abbiamo una separazione di Marte dal fenomeno di eclissi, mentre Venere si configura con una congiunzione partile al Sole e alla Luna; tuttavia, non è una Venere in cazimi, bensì risulta profondamente combusta e frustrata da un’ulteriore condizione di debilità, quella legata al suo esilio essendo nel segno dello scorpione.

Osserviamo inoltre che l’eclissi nel grado 2 dello Scorpione avviene in un grado che è sensibilizzato dalla Congiunzione Precedente di Giove-Saturno avvenuta al grado zero dell’Acquario, e al grado 0° dell’Acquario a cui accederà nel 2023, in diverse occasioni, Plutone prossimo ormai al passaggio dal segno Capricorno a quello dell’Acquario. Ma si Plutone in Acquario vedremo una particolarità specificata al suo grado di passaggio nei cieli di Mosca.

Quasi tutta la letteratura astrologica conferisce alle eclissi dominate da Marte un valore molto caustico e difficile specialmente se negli scenari del mondo sono in corso eventi bellicosi e belligeranti, o di tensione geopolitica. Tuttavia c’è da segnalare che nella longitudine zodiacale Sole e Luna in eclissi si separano con un trigono da Marte. Questo significa che l’eclissi può anche indicarci una fase di “chiusura” dei fenomeni belligeranti che stiamo assistendo in questo periodo, ma il problema da porsi è: in che modo questi scenari si concluderanno? Sicuramente con un vincitore e un perdente, perché questo accade in ogni conflitto. Qualcuno dovrà cedere, volendolo o non, a favore dell’altro. Un contendente perderà. E un altro vincerà.

Poiché c’è il coinvolgimento di Venere in esilio nel fenomeno di eclissi, e poiché questa eclissi come indica anche William Lilly può significare anche “tradimento” e cospirazioni, è possibile immaginare che l’inasprimento delle tensioni possa anche sfociare in eventi eversivi interni, o in situazioni di tradimento interno, ecco che il Sole significatore del Re o di chi ha potere può anche rappresentare in questo scenario il venir meno del consenso, dell’appoggio interno e del sostegno, con possibili tradimenti che possono coinvolgere una delle due parti.

In questa occasione vi voglio portare alcune indicazioni di ALAN LEO un importante rappresentante degli Astrologi Moderni. ALAN LEO sul capitolo delle eclissi ci dice che in genere questi fenomeni sono negativi e infausti, come in effetti tutta la tradizione ci dice; va però detto che le eclissi segnano più che altro un momento di criticità che può indicarci la fine di un ciclo o l’inizio di un ciclo, al di la del valore positivo o negativo dell’eclissi è un fenomeno che a livello interpretativo ci pone a prestare attenzione a certe evidenze dell’attualità e a prepararci a imminenti o prossimi cambiamenti. Alan Leo dice che le eclissi quando sono governate dai benefici (Venere Giove) sono meno impegnative; quando sono governata dai malefici (Marte Saturno) sono più negative o impegnative. In particolare lo sono quando il Malefico Marte o Saturno governa la casa celeste in cui si manifesta e stiamo osservando l’Eclissi. Per esempio se l’eclissi avviene in Casa Dieci e la casa dieci è governata da Saturno, e l’eclissi ha qualche relazione di essenzialità o di accidentalità con Saturno, questa eclissi è considerata da Alan Leo come molto negativa.

Nel nostro caso, l’Eclissi che stiamo osservando avviene intanto nel segno dello SCORPIONE che è un segno che appartiene alla triplicità di Acqua. Il Segno Scorpione è la Casa di Marte; i signori della triplicità del segno scorpione sono Venere e Marte; nel segno incontriamo la caduta della Luna e l’esilio di Venere. Lo Scorpione appartiene alla Via Combusta, in particolare questa Via Combusta la incontriamo dal grado 19 della Bilancia al grado 3 dello Scorpione, la via combusta rievoca un’area dello zodiaco debilitata, o negativa. Vi faccio notare che alcuni autori antichi conferiscono un punteggio negativo nelle Tabelle per la Determinazione della Forza degli Astri quando l’astro che stiamo osservando è nell’area della Via Combusta. È tale perché in questo spazio dello zodiaco i Luminari subiscono detrimento e afflizione infatti il sole si esalta al grado 19 dell’Ariete, e quindi la via combusta inizia in opposizione al grado 19 della Bilancia segno di caduta del Sole; la Luna si esalta nel grado 3 del Toro, e quindi la via combusta termina in opposizione al grado 3 dello Scorpione segno di caduta della Luna. Nell’esempio di questa eclissi su cui sto disquisendo, il fenomeno avviene nel grado 2 dello Scorpione quindi dentro la via combusta… ma PROSSIMI alla sua fine!

Ritornando ad Alan Leo, vediamo come giudica l’autore le qualità dell’eclissi in base alla natura del segno in cui avviene. Valorizzerò solamente le descrizioni che fa relativamente utili all’eclissi su cui si sta ragionando.

Allora partiamo da cosa dice Alan Leo per una eclissi che avviene in un segno fisso. I segni fissi vi ricordo sono Toro, Leone, Scorpione, Acquario, e quindi l’eclissi che stiamo osservando avviene in Scorpione, ovvero in un segno fisso.

Sono le più durature nei loro effetti, ma possono anche agire all’improvviso, ovvero inaspettatamente e violentemente, provocando grandi disastri. Influenzano (oppure si può tradurre come “agiscono”) sul Parlamento (ovvero sul legislatore), sulle finanze nazionali, sulle questioni monetarie, sollevano grandi questioni, problemi da dover risolvere e causano mutazioni sulle cose dette. Le eclissi in un segno fisso possono essere seguite da malattie epidemiche, oppure da un aumento del tasso di mortalità, oppure possono coincidere con la morte di personaggi eminenti.

Segue ora la considerazione di Alan Leo sul significato di una eclissi in segni di acqua, che sono Cancro Scorpione Pesci. L’eclissi su cui stiamo ragionando avviene in un segno di acqua, lo Scorpione.

Le eclissi in segni di acqua causano eccessi di pioggia, danni da inondazioni, morte per annegamento, incidenti via mare o via fiume, problemi o incidenti in aree del mondo vicino all’acqua o che hanno a che fare con l’acqua ed i liquidi in genere, malattie e pericoli di epidemie, alto tasso di mortalità, morte di persone influenti e personaggi pubblici se l’eclissi è di Sole, morte della gente comune se l’eclissi è di Luna, la sofferenza delle classi sociali ed operaie, aumento del malcontento, i crimini che seguiranno l’eclissi risulteranno misteriosi e di difficile compressione.

Se osserviamo il fenomeno dai cieli della Russia, esattamente da Mosca, l’eclissi avviene nella IX casa. Ecco cosa dice Alan Leo sulle eclissi nel IX luogo della carta mondana:

(in conformità alle caratteristiche proprie dell’eclissi, per essenzialità ed accidentalità, e in accordo al suo dominus) significano problemi nelle istituzioni religiose, dissensi in ambito religioso, tempeste in arrivo oppure incidenti o disastri legati al mare o ad attività marine, disgrazie per le operazioni via mare incluse quelle militari, problemi nelle colonie estere oppure problemi causati da paesi stranieri considerevolmente distanti.

Da considerare che il Sole è sempre un importante significatore naturale del Re, e quindi rappresenta anche il capo di una nazione, in questo caso l’eclissi può avere un significato su Putin e sulle sue attività, connesse in questo periodo anche alle situazioni militari contro luoghi esteri rispetto alla terra del proprio comando. L’eclissi può anche significare poiché in luogo cadente il venir meno o il declino del potere e il declino di chi lo regge, e come abbiamo visto nei significati generali precedenti la corruzione del potere, il tradimento e l’insubordinazione interna. Rimane tuttavia un fenomeno di eclissi che accompagna il delicato momento che stiamo vivendo, e che quindi può sicuramente indicarci la pericolosità delle azioni bellicose o la loro violenza. Notiamo poi che nei cieli di Mosca, il grado di Passaggio di Plutone è già in Acquario, esattamente al grado 3 dell’Acquario, l’Eclissi dunque si applica con un aspetto di quadratura a Plutone nel terzo grado di passaggio dell’Acquario. Il grado di passaggio è il “grado realmente percepito” rispetto al luogo in cui si osserva il cielo, anche se Plutone sappiamo tutti è agli ultimi gradi di longitudine zodiacale del Capricorno, nei cieli di Mosca è percepito nel terzo grado di passaggio dell’Acquario. Significativa quindi questa applicazione del fenomeno di eclissi in relazione a Plutone. Ma se non vogliamo considerare Plutone rimane comunque il dominus Marte che per essenzialità è un protagonista di questa eclissi, ma anche Venere ha un certo peso essendo perfettamente congiunta al fenomeno.

In un articolo pubblicato su SKYSCRIPT, l’Astrologa Deborha Houlding ci dice che le eclissi dominate da Marte causano danni da secchezza, fuoco, incendi dolosi, violenza e omicidi, azioni illegali, febbre, guerra e morte, il clima sarà rappresentato da eventi estremi di fulmini, uragani, siccità e venti distruttivi, mentre in mare si verificheranno tempeste e naufragi, i raccolti soffriranno danno.

Venere può apportare qualche beneficio in una eclissi? Sicuramente si. La stessa Houlding ci ricorda che le eclissi dominate da Venere, quando Venere è ben dignificata, può significare promesse di fama, contentezza, prosperità, concordia, clima stabile e pulito, temperato e umido, favorevole all’agricoltura, relazioni amichevoli tra i governi. Tuttavia in questa eclissi Venere è fortemente debilitata dalla condizione di essenzialità essendo in esilio, e da una serie di condizioni di accidentalità in particolare l’essere combusta. Ecco che allora questa Venere può invece rappresentare la corruzione e la corruttibilità degli animi, i tradimenti, le insubordinazioni o le insurrezioni, gli eccessi di umidità, la condizioni difficile delle donne, dell’arte, del benessere, del bene comune.

Dobbiamo anche comprendere che astrologicamente siamo in un “tempo” in cui i signori della triplicità sono cambiati, per effetto di una congiunzione media Giove-Saturno nel grado zero dell’Acquario, e tali cambiamenti della triplicità quando sono annunciati da segni fissi, lunghe e difficili saranno i processi del cambiamento, perché ciò che cambia al cambiamento della triplicità sono proprio le leggi del mondo, le linee di confine, le politiche mondiali, le attività economiche mondiali, all’insegna di una nuova riorganizzazione del potere.

CONCLUSIONI Quindi non è solo l’eclissi a indicarci qualcosa, ma è l’insieme degli epocali fenomeni avvenuti dal 2020 ad oggi a indicarci come la strada che stiamo intraprendendo ha cambiato definitivamente il mondo che era, e che non sarà più, sotto nuovi scenari che palesemente ci evidenziano il fermento in cui ci troviamo. Considero tuttavia che i grandi cambiamenti presuppongono sempre grandi sconvolgimenti, e che per arrivare a certe evidenze o a certi cambiamenti è necessario avere a che fare con situazioni che profondamente scombussolano le nostre certezze, mettendole in crisi e facendoci provare paura, sconcerto e smarrimento. Solo con una distruzione totale saremo costretti e obbligati a ricostruire un mondo già a pezzi!

Concludo quindi dicendo che l’eclissi che sta per arrivare non è che la punta dell’iceberg di una serie di fenomeno precedenti che hanno con incredibile e incessante continuità indicato un evidente e in corso cambiamento mondiale che inevitabilmente pone ognuno di noi di fronte a importanti domande esistenziali, etiche, morali, domande individuali e collettive, a cui siamo tutti chiamati. Ecco, al di là quindi degli eventi specifici che emergeranno prossimamente (tra cui anche possibili insubordinazioni e tradimenti interni), siamo tutti chiamati a ritornare all’essenzialità delle cose, abbandonando la complessità e l’astrusità dei pensieri, ritrovando l’essenziale che è dentro di noi o attorno a noi, ritornando a dare valore alle piccole cose, alla semplicità, e a dare forse più valore a cose meno materialistiche e più spirituali o umane, nella ricerca di un nuovo umanesimo più che mai necessario in questo momento.

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Le immagini dei Gradi Sabiani della Lunazione d’Autunno – di Paolo Del Casale

Seguendo il metodo dei precedenti articoli siamo ora giunti ad analizzare le caratteristiche dell’ultimo plenilunio che precede il passaggio di stagione. Il Sole è al 18° della Vergine e la Luna al suo opposto, il 18° dei Pesci.

Dato che il Sole è il focus della nostra interpretazione, analizziamo per primo il grado Sabiano corrispondente al 18° della Vergine, come descritto da Dane Rudhyar:

UNA TAVOLA OUIJA

NOTA CHIAVE

La capacità di entrare in contatto con i recessi più profondi della psiche inconscia e la sensibilità alle intimazioni e ai presagi psichici.

La tavola ouija è qui da considerarsi un dispositivo moderno, simile a molti antichi strumenti usati per la divinazione e la profezia. Alcuni stati di coscienza liminali sono stimolati da tale uso e ciò che l’esperienza produce può variare notevolmente in qualità e origine. Il rilascio di materiale inconscio ha perso la forza esplosiva rappresentata nel simbolo precedente, ma in questa fase non c’è ancora alcun controllo cosciente e volontario su ciò che raggiunge la coscienza dell’ego.

Questa è la terza fase della trentaquattresima sequenza di fasi simboliche nel processo della vita. È, nel migliore dei casi, una fase di transizione che sottolinea un’apertura passiva all’ignoto. Il suo fascino può sottilmente pervertire la mente dell’aspirante; ma in alcuni casi, questa può essere la prima manifestazione di GUIDA INTERNA. La difficoltà sta nel valutare correttamente cosa o chi fa da guida.

Che siano gli spiriti dei morti, i demoni, gli dei o l’inconscio a parlare tramite la tavola, resta il punto che accomuna chiunque decida di utilizzarla: la ricerca del contatto con l’ombra. E’ la ricerca delle trame sottostanti la realtà quella che attrae il divinatore, il problema è che tutto ciò che emerge dall’inconscio ha sempre bisogno di un’interpretazione quindi si rischia di essere deviati nel percorso. Esistono ad esempio, secondo la tradizione ebraica, quattro modi di approcciarsi al sacro: uno è quello letterale, cioè prendere per assolutamente vere le cose così come descritte, poi c’è chi percepisce in modo talmente allegorico che può intuire legami tra simboli, anche dove questi non ci sarebbero; poi c’è chi processa in modo analitico perciò tende sempre a discostarsi dalle interpretazioni canoniche o a negare la validità stessa del messaggio, infine c’è chi, avendo interiorizzato i tre modi appena descritti, applica un approccio, per così dire, olistico: solo chi possiede questa qualità è in grado di accedere al Pardes (da cui deriva la parola Paradiso) e uscirne integro, secondo una leggenda narrata nel Talmud e in altri scritti antichi. L’approccio è segreto nel senso che avviene al di sotto della sfera della consapevolezza.

Alla luce di ciò comprendiamo come sia facile perdersi utilizzando uno strumento divinatorio, almeno tre approcci su quattro sono incompleti e possono trarre in inganno conducendo il divinatore avventato verso il paradosso, la follia, o la semplice bugia. L’atteggiamento ideale, che possiamo imparare in questo periodo, è uno stato di apertura equilibrata al paradosso e l’aspetto cruciale per assumerlo è mantenere la consapevolezza dell’ombra pur non identificandosi con essa.

Questo stato di apertura recettiva all’ignoto va quindi a proiettarsi sulla Luna al 18° dei Pesci, il cui simbolo Sabiano recita:

IN UNA GIGANTESCA TENDA, GLI ABITANTI DEL PAESE ASCOLTANO UNA PERFORMANCE SPETTACOLARE

NOTA CHIAVE

Il fascino collettivo di una dimostrazione di abilità e/o oratoria ben messa in scena ed emozionante.

All’inizio, Marc Jones ha interpretato la “tenda gigantesca” come il luogo per un incontro revival; in seguito suggerì invece un tendone da circo. In un certo senso, il significato di base è lo stesso, sia che si tratti della tradizionale esibizione di abili clown, acrobati o addestratori di animali, sia di quella di un fondamentalista religioso che drammatizza un vecchio religioso immaginario, ciò che avviene è l’utilizzo delle convinzioni e delle conquiste personali al fine di portare una folla in uno stato di entusiasmo sufficiente a farle dimenticare la noia per la routine quotidiana, o i suoi consueti peccati di commissione o di omissione.

In questo terzo stadio della settantesima sequenza quintuplice, la singola persona e la collettività sono riunite in uno spettacolo significativo che rafforza sottilmente lo spirito comunitario, direttamente o indirettamente. L’implicazione del simbolo, ogni volta che si trova in funzione, è che è giunto il momento per l’individuo di osare presentare se stesso e le sue opere alla propria comunità perché applauda, o allo scopo di attirare un seguito. Quello che si suggerisce è l’Auto-drammatizzazione pubblica.

Anche nella visione interiore sussiste un certo grado di drammatizzazione: ci sono degli attori che parlano e agiscono, delle trame che essi seguono, e il compito del divinatore è simile a quello del regista che mette insieme tutti gli elementi per farne un’unica opera.

Prendendo in considerazione entrambi i significati dei gradi, 18° di Vergine e 18° di Pesci, il suggerimento sembra essere quello di sviluppare e quindi mostrare le nostre capacità interiori al prossimo, o quantomeno coltivare l’idea di prepararsi a un’esibizione pubblica di queste. Quindi, se per natura si è più orientati verso l’introspezione e la divinazione ci si dovrebbe preparare per l’auto-drammatizzazione, al contrario se si tende verso l’espressione pubblica bisognerebbe ricordarsi di interiorizzare e guardare anche all’interno di sé stessi, con gli strumenti che sono più congeniali, dalla meditazione alla divinazione, ma anche con metodi psicoterapeutici.

Gli spettatori proiettano se stessi nell’azione scenica, ponendosi dilemmi analoghi a quelli che vedono svolgersi; ricordiamoci tuttavia che non è detto che chi sia in grado di produrre uno spettacolo, anche di tipo spirituale, abbia necessariamente interiorizzato il rapporto con la propria ombra, ma coloro che hanno successo nell’approcciarla in modo corretto potrebbero creare drammi che aiutano lo spettatore a processare i propri conflitti interiori. Il lavoro dello spettatore è così discernere sapientemente gli spettacoli che stimolano il suo entusiasmo e quindi tentare di mettere in atto nella propria vita le scelte morali compiute durante la visione: sembra scontato o puerile, ma è un atto magico in piena regola.

ARTICOLO DI PAOLO DEL CASALE  “All’età di 11 anni viene travolto dalla passione per i tarocchi e, nel tempo, questi lo hanno guidato attraverso lo studio e la pratica della magia e del Thelema in particolare, in forma sia rituale che etica. In età più matura si interessa alla psicologia di ispirazione junghiana e al modello interpretativo della personalità chiamato Big 5, nonché allo studio della bioenergetica di Lowen. L’astrologia con i suoi simboli è per Paolo il mezzo supremo per dare significato profondo alla realtà, alla filosofia e alla spiritualità.”
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Seconda Parte 2022 per i cieli della Russia

Avevo affrontato la prima parte del 2022 già in un articolo precedente, di cui trovate il testo al seguente LINK. Nella precedente analisi sottolineai la convinzione, secondo l’analisi del grafico, di un Putin (premier) per nulla così forte e decisivo esordendo alla fine se più che al sorgere di un nuovo zar se ci stavamo trovando al tramonto di Putin.

Ora Putin non è tramontato, nel senso è vivo e vegeto e governa ancora in Russia, ma che la sua azione politica e militare abbia proprio in questo mese di Settembre evidenziato falle e debolezze, è un dato di fatto.

La seconda parte dell’anno vede l’ingresso del Sole in Bilancia al sorgere all’orizzonte del segno umano della Vergine, bicorporeo ovvero a ricalcare di nuovo le “cose nascoste” o le instabilità delle cose, la natura doppia o mutevole delle cose, il repentino cambio delle nature. Difficile stabilire il Signore della Seconda Parte dell’Anno, perché non abbiamo pianeti che rispettano le condizioni che per esempio Bonatti richiede per l’elezione a Signore dell’Anno. Vediamo la carta.


ASCENDENTE – Mercurio in prima istanza non è candidabile a signore della seconda parte dell’anno perché è retrogrado e combusto. Venere e Sole non possono essere candidati, Bonatti ci dice che il pianeta angolare deve governare per domicilio od esaltazione il luogo in cui si trova per essere candidabile. Mercurio poi è congiunto alla cuspide della II casa quindi nemmeno è considerabile in “ascendente” o se comunque lo vogliamo considerare è lontanissimo dalla cuspide della prima casa, non comunica con essa.

DECIMA CASA – altro luogo angolare, Marte è in decima ma non rispetta i requisiti per essere candidato a signore della seconda parte dell’anno. Idem per la settima casa e quarta casa, non ci sono pianeti, Giove non è in settima ma comunica con la cuspide della VIII casa non può essere considerato in settima casa.

Rimane tra i luoghi occupati da un pianeta la DODICESIMA CASA, nemmeno a parlarne, la Luna è anche vuota di corso. Dunque ci possiamo appellare a Saturno in luogo cadente ma almeno governa la VI casa. Altrimenti dobbiamo considerare Marte per la sua posizione accidentale (decima casa) e per il fatto che governa la IV casa angolare. Saturno e Marte potrebbero essere signori della seconda parte dell’anno, in particolare Marte per la forza accidentale che acquisisce.

Se consideriamo Saturno Bonatti ci dice che quando il signore dell’anno è un pianeta in un luogo cadente, e per giunta pure retrogrado, non possiamo aspettarci niente di buono dalle condizioni generali del luogo che stiamo analizzando. La condizione della seconda parte dell’anno è veramente difficile per la Russia, miserevole o comunque di condizioni faticose e di sofferenza generale. Se consideriamo Marte come signore della seconda parte dell’anno allora è la forza militare o ciò che significa la natura di Marte a prevalere nelle ragioni del potere.

Abbiamo però Marte che è angolare, nel suo moto diurno procede verso la culminazione superiore, inoltre troviamo al mediocielo le Pleiadi. Marte chiarisce il profilo militaresco del potere essendo la Decima Casa un luogo connesso al governo delle cose. Ma il sovrano, o il premier, di una nazione è disposto sempre dal Sole e dal governatore della Decima Casa. Vediamo come Venere significatore accidentale del potere, in caduta, è sotto i raggi del sole, intrappolato e in condizione disagiata, tutto si compie in una casa angolare che rafforza o sottolinea questa condizione, poi Venere nel suo moto secondo l’ordine dei segni procede anche verso la combustione al Sole. Tuttavia è orientale, sorge prima del Sole, ma è invisibile.

A ricalcare la difficoltà del potere e della sua organizzazione e la sempre più faticosa condizione generale della Russia. La Luna significatrice del corso degli eventi e del popolo in generale dice già da sola la condizione disagiata del collettivo dei cieli della Russia: una luna che corre a vuoto, e nel luogo del cattivo demone. Il popolo è sofferente e insofferente, oppure non vede un “futuro” o dove si sta andando, o ancora la condizione generale è quella della confusione e dello smarrimento e del disorientamento.

La disposizione di Marte in decima casa, unico pianeta decisamente forte di questa carta, è in un segno umano e si applica a Saturno in VI casa, non sono da escludere atti severi od operazioni bellicose di una certa imponenza e importanza. Che la Russia stia attraversando un periodo difficile non v’è dubbio, anche rispetto alle aspettative a cui mirava nei confronti dell’Ucraina, ma questo Marte è contrario agli uomini ovvero è contro le persone perché in segno umano e favorito dalla fazione notturna: può essere un Marte che evidenzia strategie di violenza o azioni di danno proprio contro le persone, e le Pleiadi al mediocielo estende questa “violenza” contro chiunque, essendo questo ammasso di stelle in analogia alle moltitudini delle persone, delle cose, e all’amplificazione e disseminazione.

La condizione dei benefici non è così entusiasmante, Venere è sotto i raggi del Sole, Giove in luogo inoperoso e retrogrado. Mentre Marte è l’astro che assume una certa forza di accidentalità, è visibile, e orientale, audace nella sua azione a ricalcare sicuramente il desiderio della conquista e dell’avanzamento attraverso azioni-marziali o della natura di Marte, ma chi governa il potere all’ingresso del Sole in Bilancia, pare inquadrarsi in uno scenario per nulla semplice, e per nulla favorevole ad una vittoria con onori e riconoscimenti, anzi al contrario lo scenario è quello di un inesorabile declino.

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