In ASTROLOGIA

Identificarsi in un segno o in un pianeta? Cambiare il paradigma segno-centrico.

Siamo abituati da ormai molti secoli ad identificarci attraverso i segni zodiacali. In occidente è costume vedersi rappresentati da un segno zodiacale, solitamente quello indicato dal giorno di nascita che corrisponde alla posizione del Sole in uno dei dodici segni zodiacali. Così se sei nato il 4 maggio ti identifichi nel Toro. Se sei nato il 10 ottobre nel segno Bilancia. Se sei nato i primi giorni di febbraio in quello dell’Acquario, e via dicendo. Nessuno vieta di compiere tale attribuzione, che comunque intende identificare il Segno Stagionale in cui siamo nati, ovvero attribuirsi il Segno del giorno di Nascita razionalmente significa identificare “la qualità stagionale” in cui siamo nati. Così se sei nato il 4 maggio e dici “sono nato sotto il segno del Toro” stai praticamente indicando attraverso la rievocazione di una serie di simbologie celesti che sei nato nella stagione primaverile, esattamente nel cuore della primavera, questo è valido se sei nato nell’emisfero boreale (se sei nato nell’emisfero opposto, semplicemente devi invertire i segni perché l’Astrologia funziona su criteri stagionali).

IDENTIFICARSI CON UN PIANETA
Tuttavia, la letteratura che ruota intorno alla dottrina astrologica da oltre 2 mila anni ci tramanda il fatto che i “segni” sono realtà immateriali e quindi rievocative di qualche “memoria solare” ma ciò che ha materia e forza corpuscolare sono solo i pianeti ed essi sono stati descritti proprio come “persone, come inclinazioni, come stati d’animo, come propensioni, come attitudini, come espressioni reali”. Il segno rievoca certi temperamenti, ma è il Pianeta che materializza con tangibilità e concretezza un certo grado di realtà.

Non sorprende così notare che molte descrizioni che possiamo ritrovare nella letteratura astrologica associano i caratteri peculiari di certe persone alla “natura di qualche pianeta”. Così abbiamo quello saturnino, quello marziale, quello gioviale, quello mercuriale, quello solare o lunare, quello venusiano. In particolare in alcuni Almanacchi e raccolte antiche di analisi astrologiche, si nota che la persona viene “descritta” con la similitudine planetaria, solitamente si tratta di un pianeta in ascendente, oppure di un pianeta che comunica con l’ascendente, oppure di un pianeta che governa in qualche modo l’ascendente.

IL RUOLO DELL’ASCENDENTE NELLA RICERCA DEL PIANETA INDIVIDUALE
Le tecniche per identificare un “pianeta dominante” in una genitura sono molte. Tutte queste tecniche si basano comunque sullo stesso criterio: stabilire quale pianeta ha più forza accidentale, essenziale, e quindi quale pianeta è dominante nella nascita, ciò può essere determinabile con una serie di computi, di osservazioni, di criteri, e badate bene non c’è un “metodo” più giusto di un altro, perché ogni metodo ha suoi criteri e sue regole.

Possiamo calcolarlo con i criteri della tradizione araba, per esempio, attraverso la determinazione del Signore della Genitura (vedi ibn Ezra); ma possiamo anche evidenziarlo con una determinazione temperamentale, e quindi valutare il pianeta che governa il temperamento prevalente, o ancora possiamo determinare individuando il Significatore Accidentale delle Inclinazioni dell’Animo. Insomma le possibilità sono molte.

Cardano ma anche altri autori precedenti e successivi la fanno un po’ semplice… a me pare che oggi è negli astrologi del 2021 l’idea che in antichità fossero così FISCALI E PRECISI, anzi spesso ci trovano certe incorrettezze in celebri astrologi antichi che fanno sorridere parecchio… calcoli approssimativi, o interpretazioni generaliste, ma questa è un’altra storia. Dicevo il Cardano in molte natività che tratta osserva il pianeta che fa aspetto all’ascendente, che non necessariamente è il signore della genitura o il signore del temperamento o il signore dell’inclinazione dell’animo, perché queste determinazioni non sono “computerizzate” ma erano determinate con una osservazione generale dell’immagine di nascita e tenendo conto di una serie di variabili.

CARDANO saggiamente evidenzia come un pianeta relazionato all’Ascendente porterà nel nativo “certe sue qualità”. Quindi intenderà imprimere su di esso le proprie nature. Se quindi abbiamo un Saturno in ascendente o Saturno che governa l’ascendente, e in aspetto all’ascendente, noi incarneremo ed esprimeremo alcune nature tipiche di saturno, benefiche quanto malefiche, e quindi la nostra nascita in un certo senso incarnerà il ruolo di Saturno.

COME POSSIAMO DETERMINARLO IN AUTONOMIA?
Come detto le tecniche possono essere molte, e serve sicuramente una certa competenza e occhio astrologico per fare i computi del Signore della Genitura, o del Signore del Temperamento, o nella identificazione di certi Significatori Naturali / Accidentali. Per cui qui vi propongo un metodo molto semplice, accessibile a tutti, basato sull’osservazione specifica dell’Ascendente, del suo governatore, o del pianeta ad esso relazionato, nonché alla natura del decano.

Partiamo con il considerare certe dignità essenziali, che seguono in questa tabella.

Considereremo solamente le dignità essenziali a cui daremo una serie di punteggi: Domicilio (5) Esaltazione (4) Triplicità (3) Confine egizio (2) Decano (1). Conferiremo poi 5 punti ai pianeti in Aspetto “applicativo” al Grado Ascendente (aspetto tolemaico di sestile, quadrato, trigono e opposizione). Conferiamo 5 punti al pianeta in Ascendente ma non congiunto al grado ascendente. Conferiamo 7 punti all’astro congiunto al grado ascendente (entro 4 gradi applicativi o separativi, rispetto al grado ascendente). Questi punteggi con estrema semplicità ci daranno un “orientamento”, quindi servono esclusivamente ad avere una traccia iniziale.

Facciamo un esempio pratico con la nascita di Lady Diana.

 

L’Ascendente di Diana è al grado 18 del Sagittario.
Governatore per domicilio GIOVE (+5).
Governatore per esaltazione NP.
Governatore per triplicità SOLE (+3) GIOVE (+3) (SATURNO +3)
Aspetto applicativo all’Ascendente NP.
Pianeti in Casa Uno SATURNO (+5).
Pianeti congiunti al grado Ascendente NP.
Decano Luna (+1)
Confine Mercurio (+2)

Risultato finale: GIOVE +8 | SATURNO +8

Il pianeta che emerge in questo calcolo è SATURNO e GIOVE. Diana è una “emanazione” di Saturno+Giove che ha un certo peso nella sua nascita. Intanto notiamo che Saturno è un pianeta posto in ascendente, Saturno è copartecipante della triplicità ignea, e l’Ascendente è in segno igneo. Aggiungiamoci che la nascita di Diana è caratterizzata da una “congiunzione” Giove-Saturno che ha un certo peso… anche retrogradi. Venere Saturno governano la decima casa, quindi Saturno ha anche diritto sull’angolo del mediocielo. Non ci sono aspetti che sostengono l’Ascendente da parte dei benefici. Anzi vi è un antiparallelo Sole-Ascendente che invece ostacola la vita o la capacità di viverla pienamente.

SATURNO potrebbe rappresentare la natura di Diana dunque. Ogni pianeta ha una serie di “significati naturali” e di inclinazioni, costumi, condizioni di vita, attività. Personalmente uso le indicazioni di Albiruni.

Per esempio Albiruni su Saturno dice:
INCLINAZIONI E COSTUMI – pauroso, timido, ansioso, sospettoso, avaro, malevolo, tetro, superbo, melancolico, sincero, austero, fidato, riluttante a pensar bene, assorbito nei suoi affari, discordia, ignoranza ma anche intelligenza.
CONDIZIONI DI VITA – esilio, povertà, oppure ricchezza acquisita con il proprio o altrui inganno, fallimento negli affari, veemenza, ricerca della solitudine, render schiavi qualcuno o esser schiavi di qualcuno, frode, pianti, gemiti, lamenti.

Non dimentichiamo che Lady Diana è stata da tutti ribattezzata come la PRINCIPESSA TRISTE e tutta la sua vita ha sfumature intensamente melanconiche. Tuttavia notiamo che Saturno nella nascita di Diana è in-setta, ovvero è un pianeta diurno all’interno di una nascita diurna, dunque dobbiamo valorizzare i lati più costruttivi e positivi di Saturno. Inoltre dobbiamo anche considerare le sfumature derivanti dagli aspetti con gli altri pianeti, vediamo che Venere comunica con un aspetto di trigono a Saturno, Venere è in domicilio, Saturno anche. Un trigono molto potente!

Dunque, alla luce di queste considerazioni potremmo dire che:

  • Lady Diana è stata una personalità che ha in alcuni suoi lati esistenziali espresso la natura di Saturno, tristezza dunque, melanconia, senso di solitudine
  • Tuttavia Saturno è in setta e favorisce un certo grado di austerità intellettiva o di eleganza intellettuale
  • Inoltre vi sono sfumature venusiane poiché Saturno riceve un Trigono applicativo a Venere e questo propende nel immettere nella natura saturnina anche sfumature legate a venere quindi austerità nell’immagine ma grande eleganza
  • Gli aspetti della vita di Lady Diana potrebbero essere per la maggior parte “saturnini”. Di lei non vi è dubbio che emerga una natura cosmopolita più tipica di Giove (che comunque partecipa a tale computo), ma sappiamo anche che tutte le sue attività pubbliche sono state sempre rappresentate dal rigore, dall’umiltà, anzi specialmente nell’ultimo decennio della sua vita provava un senso di estremo fastidio nell’ingerenza del gossip, e aspirava ad una vita isolata, lontana dai riflettori, per dedicarsi completamente alla vita fuori dalla famiglia reale, e questo ricalca molto la natura di saturno.
  • Per quanto riguarda l’aspetto Venere-Saturno di trigono, Doroteo indica che favorisce una buona condizione di vita (come tenore di vita) ma tuttavia indica anche che il nativo subirà delle disgrazie improvvise causate da persone “inferiori” che potrebbe indicarci proprio “sottoposti”, Diana è morta in un incidente, guidava l’autista e il tragitto era affidato alle loro guardie del corpo, quindi dei sottoposti che hanno probabilmente gestito male la faccenda.
  • Altri autori indicano che è una figura propizia perché genera persone eleganti.
  • Doroteo e Abenragel non sono concordi nel ritenere questo aspetto favorevole o sfavorevole all’amore, il primo dice che causa ritardi nel matrimonio, o addirittura che non ci sarà il matrimonio, il secondo invece sottolinea che la figura  non è da intendersi assolutamente negativa per l’amore! Personalmente sono portato a considerare qualsiasi aspetto di Venere ai malefici (saturno e marte) quasi sempre poco propizio… ma in questo caso però abbiamo una Venere in domicilio e un Saturno in domicilio, tuttavia Saturno è retrogrado. Diana ha avuto il dono dell’innamoramento e dell’amore grazie al suo ultimo partner, ma che tuttavia si è concluso in modo tragico e violento, generando nel mondo un senso di grande tristezza per la favola non a lieto fine.

 

FACCIAMO UN ALTRO ESEMPIO SULLA NASCITA di Luigi XIV di Francia chiamato Re Sole

Seguendo il computo che uso per orientarmi inizialmente sulla “natura” emergente del pianeta legato all’ascendente, determiniamo che: 

  • il governatore dell’ascendente è Marte +5
  • il segno ascendente non presenta alcun astro che ne dispone l’esaltazione
  • i signori della triplicità dell’ascendente sono Venere +3 Marte +3 e Luna +3
  • il decano dell’ascendente è il Sole +1
  • il confine dell’ascendente è Mercurio +2
  • unico astro in relazione applicativa al grado ascendente è il Sole +5

Il Sole ottiene +11, il punteggio più alto. Segue poi Marte +8.

Vediamo come il Sole potrebbe avere un certo ruolo espressivo nella vita di Luigi XIV, chiamato anche Re Sole, e vediamo come il Sole è proprio un “re” nella nascita di questo personaggio, perché si posiziona nella Casa Dieci luogo angolare e luogo della culminazione, ovvero della “corona” o della “incoronazione”. Tuttavia il computo ci da anche un Marte abbastanza coinvolgente.

Se prendiamo però in esame l’astro che ha ottenuto attraverso questo computo il massimo punteggio, ovvero il Sole, notiamo anche che questo acquisisce una certa forza accidentale (e tale condizione non è presa in considerazione dal computo in sé, ma possiamo usarla come verifica successiva, ovvero sortito il Sole, è realmente forte nella nascita di questo individuo anche per accidentalità? La risposta è si).

Albiruni sul Sole dice:

INCLINAZIONI E COSTUMI – perspicace, dotto, consapevole, paziente, puro, sensuale, desideroso di scienza, di potere, di vittoria, nell’aiutare, ambizione ad acquisire fama, amichevole, di indole focosa

CONDIZIONI DI VITA – desideroso di potere, di autorità decisionale, brama ricchezza e brama governare gli affari del mondo, impone la sua volontà sugli altri specialmente sugli ignoranti, biasima i malfattori, aspro verso gli oppositori.

Potremmo dire che il Sole come “pianeta individuale” può indicare i solari quando armonico ma anche coloro che sono brucianti, avidi, invadenti se disarmonico. Ma come ci descrivono i biografi Luigi XIV?

I cortigiani lo descrissero così: di statura media, una figura robusta dalle spalle larghe, i lineamenti piacevoli, gli occhi di ghiaccio. Sembrava non soffrire il freddo, né la pioggia. Amava la caccia, il lusso, i banchetti e le feste. Non gli piaceva star fermo, sempre doveva essere in movimento, intento a qualche occupazione, fosse anche il gioco della palla o una lunga passeggiata a piedi. Quando lasciava le sue residenze di Parigi, Fontainebleau o Saint-Germain-en-Laye per recarsi nella campagna, una schiera di carrozze piene di giovani dame trepidanti lo seguiva. Il re amava molto la compagnia femminile e, fedele al suo gusto per il lusso sempre e dovunque, esigeva che le belle si presentassero costantemente agghindate dalla testa ai piedi, ingioiellate, invitanti. E che mangiassero con appetito alla sua tavola perennemente imbandita. In una sua prima fase da re era quindi molto “sordo” alle esigenze della corte e dello Stato… questi aspetti ludici, sociali, goderecci, ricalcano molto la natura del Sole, tuttavia anche la seconda fase del suo ruolo di re ha assunto sembianze incredibilmente solari. 

Infatti, ci fu una svolta radicale nella vita di Luigi. Il momento di gloria, quello vero, giunse alla morte di Giulio Mazzarino. Fu allora che il re, sorprendendo tutti i suoi ministri, decise di prendere in mano le redini dello Stato. E scoprì di trovar piacere in quella nuova occupazione, tant’è vero che nelle sue memorie scrisse:

“Iniziai a posare lo sguardo sulle diverse faccende di Stato. Non fu uno sguardo indifferente, ma quello di un sovrano.”

Un sovrano come Luigi XIV, signore della messinscena, aveva bisogno di una reggia che superasse per il suo splendore qualsiasi altra reggia del suo tempo e che gli permettesse – cosa non certo meno importante – di meglio controllare i nobili sempre pronti a ordire qualche complotto. Questa esigenza portò alla formazione e allo sviluppo di un potente servizio segreto di informatori che spiavano le mosse dei cortigiani e poi riferivano al re. Luigi XIV, sovrano perfetto, si presentava così: informato su tutto. Impossibile sfuggire al suo occhio onnipresente. Impossibile sapere quando una mancanza sarebbe giunta al suo orecchio semidivino e quando la mano reale avrebbe colpito con una punizione esemplare. I ritratti del re inseguivano il suo popolo dovunque: dall’alto dei monumenti che lo rappresentavano, dalle miniature e pitture, dalle monete. Tutto questo assume proprio la natura del Sole e della sua caratteristica astronomica principale, quella di irradiare Luce, quella Luce che è indispensabile ai nostri occhi per “vedere le cose del mondo”.

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