In ASTROLOGIA

Ruolo di Mercurio e Luna nella natività di Stromae.

Stromae è il nome d’arte di Paul Van Haver, è un cantautore, produttore discografico e rapper belga; da parte paterna è di origini ruandesi, la madre è invece belga. È caratterizzato da uno stile che accosta e unisce più stili diversi, dall’hip hop, al soul, fino alla musica elettronica. Lo pseudonimo STROMAE significa “maestro” nel gergo francese. La vita di Stromae è stata segnata dalla perdita prematura del padre, ucciso durante il genocidio del Ruanda nel 1994. L’interesse per la musica inizia a 11 anni, il successo che ottiene gradualmente, esplode con il singolo Papaoutai e poi con il singolo Formidable. Nelle sue canzoni affronta temi sociali tra cui: l’alienazione, il cancro, i problemi di coppia, l’emarginazione sociale, l’alcolismo, il razzismo, il sessismo e l’omofobia.

Le qualità dell’animo e della mente di Stromae, secondo le tecniche astrologiche applicate alla sua carta di nascita (12 Marzo 1985, Etterbeek Belgio, ore 9:31), vedono Mercurio in Ariete che comunica con la Luna in Sagittario che è in aspetto applicativo di trigono a Mercurio. Mercurio e Luna confluiscono verso Giove con due sestili, creando una figura chiusa con un astro (Giove) che acquisisce una certa forza accidentale, e che si candida insieme a Mercurio a Signore della Genitura.

MERCURIO come significatore delle facoltà intellettive, del linguaggio e della parola, è in segno cardinale, ciò significa secondo Albohali (De iudiciis nativitatum) mente acuta, mente elevata, bellezza e amore per la conoscenza e le cose della religione. La cultura di Stromae è indiscutibile, interessata in particolare ai temi sociali, etici e morali, dove sovente propone idee anticonformiste o contrarie a certe morali conservatrici e restrittive. Mercurio è nella Casa di Marte e questo conferisce astuzia, Mercurio agisce nelle note marziali che spesso sono riottose o provocatorie, contro ciò che è considerato dal nativo limitante o meritevole di condanna. Mercurio è in luogo di recessione perché segue quello angolare, il che rende instabile il successo intellettivo: sappiamo dalla carriera di Stromae, infatti, che il suo percorso artistico è stato spesso caratterizzato da momenti di uscita dalle scene pubbliche, ritiro dai palcoscenici, e da una certa incostanza; ultimamente l’artista ha dichiarato di essere più interessato a scrivere musica e testi per altri, piuttosto che produrre nuovi singoli.

Dice Albohali: qualunque pianeta sia designato come maestro del tema, avrà i suoi significati rispetto alle cose della mente. Il signore della genitura, o Almuten Figuris, è in particolare Giove. Così la mente e l’orientamento del nativo sono focalizzate verso una natura gioviale, verso una visione cosmopolita di sé stesso; tuttavia Giove è nella casa di Saturno, e Saturno è retrogrado congiunto al discendente nel segno Scorpione, evidenziando come questa visione cosmopolita possa essere caratterizzata da momenti di sfida e di isolamento, caratteri del nativo che abbiamo già potuto apprezzare nella sua carriera fino ad oggi nota.

La posizione di Mercurio in casa dodici non è sempre malvagia e dipende dalle disposizioni degli altri astri. Retorio ci ricorda che in un tema diurno, come in questo caso, Mercurio nel luogo del cattivo genio fa gli eruditi, i retori, i geometri, i maestri… proprio la parola “maestro” usata da Retorio, appare nel nome d’arte di Stromae che nel gergo francese significa proprio “maestro”. Inoltre, Mercurio è all’interno di una figura chiusa composta da Luna e Giove, tutti e tre gli astri sono in confini che appartengono ai benefici, per Valente la qualità dei confini è un valore non di poco conto perché spesso possono in certe condizioni aiutare anche ove abbiamo disposizioni in apparenza negative. Inoltre Mercurio è in aumento eliaco, anche se occidentale, acquisisce una distanza dal Sole permissiva nell’espletamento delle sue funzioni coordinate e proficue. Tuttavia l’occidentalità di Mercurio è sempre cagione di lieve danno (anche per Venere vale la stessa cosa) e di nuovo sottolineo come questo è riscontrabile nell’oggettività biografica dell’artista, non tanto per il successo nei confronti del suo pubblico (è amato e seguitissimo) quanto per la sua tendenza a non essere assertivo, così è naturale per Stromae essersi ritirato per un lungo periodo dai riflettori, e non è affatto strano che ultimamente abbia dichiarato che è più interessato a scrivere testi e musiche per gli altri piuttosto che a ritornare a calpestare direttamente i palcoscenici della visibilità artistica. Albohali ci dice di verificare gli aspetti specialmente applicativi: la Luna si applica a Mercurio, in un aspetto di trigono applicativo, in particolare questo aspetto è definito dall’astrologo come “amore per il viaggio e buona capacità riflessiva, amore per tutti i rami del sapere”.

Le qualità dell’animo di Stromae possiamo osservarle nel segno della Luna, che è bicorporeo quindi un animo mutevole e aperto al trasformismo, è poi nella casa di Giove e Giove ha una certa forza accidentale; la Luna quando è nella casa di Giove è “come un re tra i suoi parenti, avrà ottima reputazione” questo è amplificato anche dal fatto che la Luna comunica con Giove per sestile, inoltre Luna e Giove occupano confini benefici; inoltre indica “compagnia di donne con le quali ciò non è consentito”, dice Albohali: la Luna è nel luogo sette, e sappiamo come l’animo di Stromae sia molto sperimentale e in alcune sue creazioni artistiche abbia affrontato il tema della sessualità e della relazione in modo anticonformista, suscitando polemiche negli ambienti più conservatori.

Secondo la tecnica medievale, il temperamento di Stromae è sanguigno: non poteva che essere così, è il temperamento che più si riscontra negli artisti, perché conferisce una certa visione cosmopolitia e una certa tendenza alla sperimentalità e all’estroversione. Così è definito questo temperamento da Giuseppe Allievo (Studi anthropologici. L’uomo e il cosmo, 1891) in una trattazione che evidenzia tutte le sfumature possibili del sanguigno: natura Giove + Venere. Cuore voluminoso, vasti i polmoni, quindi facile e grande respiro con un polso sviluppato e regolare, fisionomia animata, volto ridente e fiorito, occhio vivo e brillante, voce sonora e soave, agilità di membra e lestezza di andatura, fattezze espressive, ma dolci, carni solide e compatte, grande eccitabilità dei sensi esterni, tali sono i tratti fisiologici di chi è dotato di temperamento sanguigno. Sotto il riguardo psicologico poi, e primamente rispetto alle facoltà intellettuali, egli mostra una percettiva facile e pronta, rispondente alla sua suscettività nervosa, ma questa essendo mobilissima, vivace e leggera, epperò impotente a fermare le impressioni e a dominarle, lo sbalestra da una all’altra idea rompendone il vincolo di continuità, lo trae a ragionar su tutto sfiorando le questioni senza approfondirne veruna, lo rende precipitoso al giudicare, corrivo al concludere, incapace di una riflessione continuata e di una attenzione sostenuta, insofferente delle sottili e pazienti indagini, inetto a sollevarsi alle sublimi regioni della scienza per via di meditazioni lunghe, profonde ed astratte. Vivida, brillante e feconda la sua fantasia, essa sola fa buona prova e riesce nei lavori d’immaginazione. La sua vita affettiva e morale è tutta informata di un sentimento ardente, ma instabile e passeggero. Per il che nella convivenza sociale egli si manifesta franco ed aperto, ilare e gioviale, affabile e cordiale, compiacente e benevolo sino alla generosità e all’entusiasmo. Con pari ardore egli si rivolge ai piaceri dei sensi e la tavola ed il gioco, gli spettacoli ed i balli, la ginnastica e la caccia, le scampagnate ed i viaggi, il lusso e la moda sono le sue delizie. Ma anche qui la leggerezza e l’incostanza intervengono, cagione dei suoi facili e passeggeri amori, dei suoi gusti mutabili e sempre nuovi. In riguardo all’attività volontaria egli si porta all’azione con quel subito ardore che viene dall’impeto del sentimento, ma quanto è pronto ad intraprendere, altrettanto è facile a lasciare, causa incostanze e la mutabilità del volere. In breve, le sue facoltà intellettuali erompono all’atto e si espandono libere e spigliate, ma un nonnulla basta ad arrestarne il moto, a mutare l’indirizzo, quindi impossibili i seri e gravi lavori del pensiero. Godere l’esistenza e gustare sotto tutte le loro forme i piaceri, che presenta la società e la natura, senza posare su nessuna in particolare; quindi impossibile la costanza dell’affetto: ecco la vita del sentimento e del cuore. Attività incessante, ma tutta di primo slancio , distratta qua e là , mutabile di oggetto, cedevole innanzi alle difficoltà , impotente a raggiungere un grande e nobile scopo, ecco la vita operativa e volontaria.

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