SEGNI E MANSIONI
segni zodiacali e mansioni lunari


Ed è Lui Che ha fatto del sole uno splendore e della luna una luce, ed ha stabilito le sue fasi perché possiate conoscere il numero degli anni e il computo. (…) Egli estrinseca i Suoi segni per la gente che conosce. E alla luna abbiamo assegnato le fasi, finché non diventa come una palma invecchiata. Non sta al sole raggiungere la luna e neppure alla notte sopravanzare il giorno. Ciascuno vaga nella sua orbita.

Corano Sura 10 versetto 5 – Sura 36 versetto 39 e 40

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INTRODUZIONE – Per la tradizione araba la Luna ha avuto sempre un ruolo fondamentale e centrale. Il simbolo dell’Islam e dei paesi arabi è dal VII secolo a.C. quello della Mezza Luna, che incontriamo quindi precedentemente alla nascita dell’Islam, emersa probabilmente nella fondazione della città di Bisanzio che fu edificata in onore della Dea Artemide, il cui simbolo era proprio quello di una luna crescente. Ancora oggi la Mezza Luna e la Stella sono un potente simbolo della cultura araba, nonostante si sia persa la sua vera origine. Per la cultura astrologica araba (antica) risulta preminente l’aspetto astronomico della Luna, essa sin dall’antichità decretava un tempo mensile, andava cioè a scandire un certo ordine temporale umano, strettamente legato alle attività quotidiane dell’uomo. La Luna era interpellata per presagi veloci e imminenti, per conoscere gli esiti della partenza, del ritorno, dell’origine e della fine delle cose, l’astro è connesso anche dalla dottrina tolemaica al ciclo vegetativo di ogni cosa, quindi alla nascita come anche al processo di putrefazione e morte. La Luna che attraversa i dodici segni zodiacali e le loro strutture è il fulcro della tradizione astrologia araba. La Luna è connessa alle mansioni lunari dove ritroviamo i 12 segni suddivisi però in modo diverso rispetto a quelli che incontriamo nell’eclittica. L’orbita lunare e l’eclittica solare sono le due circonferenze in cui possiamo osservare la natura dei segni zodiacali. L’orbita lunare va a costituire il percorso del Luminare notturno dove la Luna scandisce un tempo mensile, infatti il suo ciclo si realizza in circa 28 giorni, ovvero in un mese siderale la Luna completa il suo ciclo. Mentre l’eclittica solare è quello spazio del cielo in cui osserviamo il moto apparente del Sole, qui percepiamo la rivoluzione del Luminare diurno che si compie, tenendo in considerazione il nostro calendario, in 12 mesi, ovvero in un anno umano, ovvero in 365 giorni terrestri si compie il ciclo del Sole nei dodici segni zodiacali.

Questo ci fa immediatamente capire che il ciclo del Luminare notturno nei dodici segni zodiacali è molto più veloce e rapido, rispetto a quello del Luminare diurno. Abbiamo quindi una suddivisione di questi segni zodiacali che nel ciclo lunare diventano preminenti e di estrema importanza, vanno infatti a costituire le così dette dimore lunari che sono 28. Mentre nel Luminare diurno, il Sole va a scandire un ciclo di un anno terrestre, dove i segni hanno una ampiezza identica l’una dall’altra, di 30 gradi, nel movimento apparente del Sole nei dodici segni dell’eclittica si compie il ciclo delle stagioni, che noi percepiamo in modo evidente sul piano terrestre. Mentre nel ciclo Lunare si compie un ciclo stagionale più legato alle vicende dell’uomo; il Sole descrive le stagioni degli ecosistemi e degli ambienti naturali, la Luna descrive le stagioni giornaliere, oserei dire orarie, ovvero la Luna è strettamente legata ad ogni nostra azione, giornaliera e mensile, dove riproduciamo attraverso i nostri atteggiamenti analogie a comportamenti stagionali: così nelle mansioni lunari avremo alcune di esse che esprimono l’inizio, le fasi iniziali, l’inizio dei progetti, l’orientamento e la scelta di una direzione (primavera); altre che esprimono la fase della maturazione dei progetti, del consolidamento, della cura, della protezione, della difesa (estate); poi la fase del raccolto, della valutazione di ciò che è stato raccolto, della conservazione (autunno); e poi la fase della morte, della conclusione, dell’esito finale, del ritorno alla terra, dell’irrigidimento e dell’attesa (inverno).

Ma vediamo attraverso brevi riferimenti come alcuni autori arabi vedono e definiscono i segni zodiacali e le mansioni lunari.

SEGNI ZODIACALI – Albumasar definisce i segni come circolo zodiacale identificandoli intanto nella loro struttura matematica, ovvero un circolo di 360 gradi, suddivisi in 12 parti. Elenca i segni e indica che ognuno di esso è formato da 30 gradi, 60 minuti, 60 secondi. La descrizione dei segni zodiacali da parte degli autori arabi è descrittiva e naturale, ovvero si tende a rintracciare in ogni segno zodiacale un certo tipo di clima o di natura, che in virtù di sé stessa avrà poi degli effetti sulle cose umane, individuali o collettive, in base a come questi sono disposti in una natività. Nella descrizione che segue vedremo i dodici segni, come vengono definiti da Albumasar. Noteremo che l’Astrologo identifica immediatamente il domicilio di ogni segno zodiacale: esso rappresenta la dignità più forte incontrata da un Astro. Vedremo inoltre come il segno è identificato nel gergo arabo, e il nome arabo del pianeta che in esso trova il suo domicilio.

Triplicità di Fuoco ovvero i segni Ariete, Leone e Sagittario. Sono orientali. Essi riuniscono e riempiono. Signore della triplicità diurna è il Sole. Signore della triplicità notturna è Giove. Mentre Saturno partecipa di giorno e di notte.

ARIETE al-Hamal [bayt Mirrϊḫ – domicilio di Marte] [šaraf Šams – esaltazione 19° Sole] il segno ha tre wağh (decani), quello di Marte, del Sole e di Venere. Il segno ha natura calda, secca, elemento fuoco, bile gialla, sapore amaro. Segno maschile, diurno, tropico, primaverile, di luce crescente, di breve ascensione, retto, mutilo, irascibile, incline al sesso, di pochi figli, figli gemelli, regale, quadrupede, semivocale, è la faccia e la testa dell’uomo.

LEONE al-Asad [bayt Šams – domicilio del Sole] il segno ha tre wağh (decani), quello di Saturno, di Giove e di Marte. È caldo, secco, elemento fuoco, di bile gialla, sapore amaro. Segno maschile, diurno, fisso, estivo, quadrupede, bestia feroce munita di zanne e artiglio, suoi sono gli alberi alti. Mutilo, irascibile, incline al sesso, sterile, semivocale, oscuro. È parte superiore dello stomaco, cuore, tendini, fianco, le due parti del dorso e posteriori dell’uomo. Inquieto, triste, abile, astuto, ingannatore e imbroglione.

SAGITTARIO al-Qaws [bayt Muštarȋ – domicilio di Giove] [šaraf – esaltazione 3° Coda del Drago] il segno ha tre wağh (decani), quello di Mercurio, della Luna e di Saturno. Segno maschile, diurno, bicorporeo, mutilo, retto, diviso in due nature a metà, prima metà umana, regale nobile, la seconda quadrupede con zoccoli, gli appartengono animali predatori, gli insetti della terra, di pochi figli, semivocale, maestro di stratagemmi e imbrogli, del corpo umano sue sono le cosce.

Triplicità di Terra ovvero i segni Toro, Vergine e Capricorno. Possiedono il dono della ricchezza e della prosperità, sono meridionali, Signore della Triplicità diurna è Venere, notturna è la Luna, Marte partecipa ad ambedue sia di giorno che di notte.

TORO al-Tawr [bayt Zuharah – domicilio di Venere] [šaraf Qamar – esaltazione 3° Luna] il segno ha tre wağh (decani), Mercurio, Luna e il terzo è Saturno. Segno freddo, secco, di bile nera, sapore acido, femminile, notturno, fisso. Mutilo, incline al sesso, di pochi figli, i gradi iniziali sono sterili, semivocale, quadrupede, sue sono le piante e ogni albero che ha radici. Nel corpo umano gli appartengono collo e gola.

VERGINE al-Sunbulah [bayt ‘Uṭӑrid – domicilio di Mercurio] [šaraf ‘Uṭӑrid – esaltazione 15° Mercurio] il segno ha tre wağh (decani), il primo è del Sole, poi Venere e il terzo è di Mercurio. Natura fredda, secca, bile nera, bicorporeo, ha tre forme (umana, spiga, ali), volatile, vi è una piccola oscurità. Al suo segno gli appartengono tutte le piante, di bel volto, di forma umana, sterile, voce potente, generoso, buono d’animo. Ventre, intestino tenue, intestino crasso e diaframma gli appartengono.

CAPRICORNO al-Ğadī [bayt Zuḥal – domicilio di Saturno] [šaraf Mirrϊḫ – esaltazione 28° Marte] il segno ha tre wağh (decani), Giove, Marte e il terzo è del Sole. Natura fredda, secca, di bile nera, femminile, notturno, di figura rotonda e incompleta, terra ferma e secca, animali da cavalcatura, uomini sterili (prima metà); di acqua di mare, abbondanza di figli, figli gemelli, gli uccelli. Sotto il suo segno solo la lavorazione della terra, il foraggio e le piante simili, gli inseti della terra. Segno corrotto, bello nel modo di vivere, debole di voce, irascibile prudente, maestro di stratagemmi, premuroso, cupo, incline al sesso. Gli appartengono le ginocchia.

Triplicità di Aria ovvero Gemelli, Bilancia e Aquario. Essi danno e vuotano, occidentali. Signore della triplicità diurna è Saturno, notturna è Mercurio, mentre Giove partecipa ad entrambi sia di giorno che di notte.

GEMELLI al-Ğawzā[baytUṭӑrid – domicilio di Mercurio] [šaraf – esaltazione 3° Testa del Drago] il segno ha tre wağh (decani), il primo appartiene a Giove, il secondo a Marte e il terzo al Sole. La sua natura è calda, umida, bicorporeo, primaverile, multiforme e volatile. Suoi sono gli alberi alti. Di forma umana, eloquente, sterile, voce potente, avvenente, di bell’aspetto, generoso, buono d’animo. Nel corpo gli appartengono spalle, braccia, mani.

BILANCIA al-Mīzān [bayt Zuharah – domicilio di Venere] [šaraf Zuḥal – esaltazione 11° Saturno] il segno ha tre wağh (decani), il primo è della Luna, il secondo di Saturno e il terzo di Giove. Segno caldo, umido, sanguigno. Maschile, diruno, autunnale, di lunga ascensione, retto nel sorgere, ha due colori e due forme, in esso vi è una piccola oscurità. Suoi sono gli alberi alti, è di natura umana, moderatamente incline al sesso, ha pochi figli a volte gemelli, è vocale e di bell’aspetto, generoso d’animo. Nel corpo umano gli appartengono la spina dorsale, il ventre inferiore, l’ombelico, i genitali, le anche, le natiche, la vita.

AQUARIO al-Dalw [bayt Zuḥal – domicilio di Saturno] il segno ha tre wağh (decani), Venere, Mercurio e il terzo è della Luna. Natura calda, umida, di aria, sanguigna, maschile, diurno, fisso. Suoi sono gli alberi alti e l’acqua che scorre. Ha forma umana, pochi figli, incline alla sterilità, di voce debole. Nel corpo gli appartengono le parti inferiori della gamba al di sotto delle ginocchia.

Triplicità di Acqua ovvero Cancro, Scorpione e Pesci. Settentrionali, Signore della triplicità diurna è Venere, di notte è Marte, mentre la Luna partecipa ad entrambi, sia di giorno che di notte. Sono segni che prendono e segni che versano oltre i recinti.

CANCRO al-Saraṭān [bayt Qamar – domicilio della Luna] [šaraf Muštarȋ – esaltazione 15° Giove] il segno ha tre wağh (decani), Venere, Mercurio e il terzo è della Luna. Natura fredda, umida, flemmatica, sapore salato. Segno femminile, notturno, estivo, ha molti figli, privo di voce, suoi sono i rettili e gli animali acquatici, gli alberi di media altezza, le acque che si muovono velocemente e quella piovana. Nel corpo governa il petto, le mammelle, il cuore, lo stomaco, i fianchi, la milza, i polmoni.

SCORPIONE al-‘Aqrab [bayt Mirrϊḫ – domicilio di Marte] il segno ha tre wağh (decani), il primo è di Marte, il secondo del Sole e il terzo di Venere. Natura fredda, umida, flemmatica, segno femminile, notturno, fisso e oscuro. Ad esso appartengono gli animali predatori e quelli di acqua, come anche le acque che scorrono, gli alberi di media altezza, ha molti figli. Segno disonesto, prudente, irascibile, bugiardo, maestro di premure, di bell’aspetto, di animo generoso, muto. Nel corpo umano gli appartengono il pene, i testicoli, la vescica, l’ultima parte del posteriore e il perineo.

PESCI al-awt [bayt Muštarȋ – domicilio di Giove] [šaraf Zuharah – esaltazione 27° Venere] il segno ha tre wağh (decani), Saturno, Giove e il terzo appartiene a Marte. La natura del segno è fredda, umida, flemmatica, segno notturno, femminile, bicorporeo, suoi sono gli alberi di media altezza, gli animali predatori, quelli acquatici e quelli stagnanti. È moderatamente incline al sesso, ha molti figli, mutilo, semivocale, prudente, maestro di stratagemmi, promiscuo o molto fertile e molto mutevole. Nel corpo gli appartengono i piedi.

Come si può facilmente dedurre, i segni zodiacali sono riportati da Albumasar nelle loro caratteristiche e qualità umorali, temperamentali e stagionali. Grande rilievo viene dato anche al ruolo del segno nelle dignità dei pianti – che tratteremo in un altro approfondimento – e viene conferita una forte connotazione alla melotesia zodiacale ovvero alla relazione tra segno e corpo umano. Tutte queste informazioni che ritroviamo in numerosi autori arabi hanno una radice univoca, quella della tradizione ellenistica e del Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, come per esempio nella suddivisione dei segni in triplicità trattata proprio dal Primo Libro della Tetrabiblos al capitolo undicesimo.

MANSIONI LUNARI – le dimore lunari hanno una evidente origine diversa rispetto al concetti dei pianeti e dei dodici segni zodiacali.

Pare che queste dimore abbiano una origine rilevante in India, vanno a costituire una serie di stazioni che la Luna compie durante il suo transito, lungo la sua orbita, che tocca quella dell’eclittica ma poiché dotata di natura diversa, va ad interessare asterismi diversi da quelli toccati dall’eclittica. Inoltre nelle stazioni lunari pare essere preminente il ruolo delle stelle: l’avanzamento rapido della Luna realizza il suo ciclo completo in circa 28 giorni, che costituiscono le diverse dimore lunari: iniziano dal primissimo grado dell’Ariete e terminano all’ultimo grado dei Pesci.

Nella tradizione del Picatrix la determinazione delle stazioni lunari pare avvenire attraverso lo zodiaco tropicale, lo stesso legato all’eclittica, il manuale propone dunque degli spazi di longitudine eclittica proponendo per ogni mansione un certo tipo di carattere e natura. In altri manoscritti di diversi autori arabi (per esempio in al-Jadiri, ibn-al-Raqquam, al-Judhami, ibn a-Hatim) le mansioni lunari sono elencate senza una precisa disposizione di longitudine eclittica ma attraverso le indicazioni di asterismi precisi, dove ogni stella di ogni mansione lunare va a rappresentare “la stella fiduciaria” della mansione stessa, è presumibile dunque che questi autori collegassero la mansione lunare alla Luna in relazione all’area del cielo (siderale) interessata alla stessa fiduciaria della dimora lunare specifica.

A prescindere, le mansioni lunari svolgono un ruolo importante nella realizzazione di talismani che avevano lo scopo di creare oggetti finalizzati a concretizzare o propiziare e proteggere una certa ambizione umana. Di conseguenza le dimore lunari non solo offrivano presagi, ma erano utilizzate anche per creare oggetti di magia astrale per aiutare le persone a compiere i propri scopi. Ancora oggi le mansioni lunari vengono usate in molte tecniche astrologiche, come per esempio quella elettiva che prevede l’individuazione di un momento adeguato per una certa impresa da iniziare o concludere. La posizione della Luna e la sua osservazione per dimora lunare, può indicare se quel momento esatto è congeniale per una determinata operazione.

Giuseppe Bezza rispetto alle mansioni lunari ci testimonia quanto segue: Gli Arabi preislamici avevano una buona conoscenza del cielo stellato: nelle loro poesie si fa menzione di Venere e di Mercurio e i nomi beduini di stelle riportati da al-Ṣūfī sono più di duecentocinquanta. Dell’astronomia, tuttavia, conoscevano solo il modo di determinare il tempo mediante la levata e il tramonto eliaco delle mansioni lunari, manāzil (sing. manzil, “stazione”, soggiorno”) al-qamar. Essi costituiscono un sistema di 28 asterismi o regioni del cielo nei quali passa la Luna nel corso della sua rivoluzione mensile. La loro origine è indiana, dove i 28 nakṣatra sono attestati all’inizio del I millennio a.C. nell’Atharvaveda. Ogni asterismo è originariamente associato a una divinità, in seguito al compimento dei riti di purificazione (saṃskāra), infine entreranno nella pratica astrologica come parte sostanziale della muhūrtaśāstra ovvero dell’astrologia catarchica. Gli Arabi adottarono il sistema delle mansioni lunari in un’epoca ignota e se ne servirono a scopo calendariale, al modo indiano o cinese, prendendo a riferimento il luogo siderale della Luna piena, da cui traevano per opposizione quello del Sole. Inoltre, il sorgere e il passaggio al meridiano delle mansioni serviva a suddividere il tempo notturno. Gli Arabi hanno però modificato la struttura dei nakṣatra: non vi è traccia di una stella determinatrice e hanno inoltre ridotto le disuguaglianze eccessive in longitudine tra un manzil e un altro, in modo che i 28 mana¯zil coprono sufficientemente il contorno della volta celeste…

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Francesco Faraoni – AstrologiaAraba.it

Fonti

  • Alcuni scritti della conferenza del 1999 presso la sede di Roma dell’Is.I.A.O. Di Giuseppe Bezza
  • Introductions to Traditional Astrology: Abu Ma’shar & al-Qabisi
  • Astrologia Araba, Robert Ambelain
  • Ancient Arabic Astrology, Angila Solomon
  • Greek Thought, Arabic Culture, Dimitri Gutas
  • Origins of Astrology, Jack Lindsay
  • Mesopotamian Astrology, Ulla Susanne Koch
  • Picatrix De Radiis, Mimesis Editore
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