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In ASTROLOGIA

Citazioni e commenti: Doroteo di Sidone e i Signori della Triplicità

Doroteo di Sidone è un astrologo greco antico vissuto nel I secolo; la sua opera astrologica è concepita come un poema didattico che intende quindi tramandare in forma narrativa un sapere. Doroteo di Sidone è un importante esponente dell’astrologia ellenistica, tuttavia il suo sapere è emerso grazie alla tradizione araba, infatti i contenuti della sua opera ci sono arrivati da una traduzione risalente all’800 di Umar ibn Farrukhân Tabarî di Abû Hafs ed è quindi un testo che arriva a noi frammentato, e probabilmente corrotto dalle interpolazioni dei successivi traduttori persiani. È tuttavia un punto di riferimento per quanti vogliono comprendere il pensiero astrologico antico specialmente in sede di “approccio interpretativo”. In questo articolo, ma anche in successivi e futuri, tratterò specificatamente alcune indicazioni di Doroteo di Sidone, commentandole in un ragionamento astrologico.

 

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DOROTEO DI SIDONE SCRIVE – Per prima cosa, figlio mio, comprendi i sette pianeti sia in longitudine che in latitudine, dividi i quattro cardini e comprendi i signori delle loro triplicità. Per quanto riguarda le triplicità: Ariete, Leone, Sagittario sono una triplicità; Toro, Vergine, Capricorno sono una triplicità; Gemelli Bilancia Acquario sono una triplicità; Cancro Scoprine Pesci sono una triplicità. (…). Tutto ciò che è deciso o indicato è disposto dai Signori delle Triplicità, come anche le afflizioni e le angustie che giungono al mondo e alla totalità degli uomini, sono decretate dai Signori della Triplicità.

COMMENTO – il poema apre il suo discorso con il sottolineare l’importanza dei Pianeti e delle triplicità. Sono inoltre citati due parametri astronomici, ovvero la longitudine e la latitudine. Per prima cosa noto nel mio percorso di studio e ricerca astrologica un diverso paradigma tra Astrologia antica e Astrologia moderna. Infatti in quella antica il Paradigma primo ed essenziale è IL PIANETA. In quella moderna, è IL SEGNO ZODIACALE. L’astrologia in origine considera invece i Pianeti come il vero fulcro dell’Astrologia. Il motivo è molto semplice: il “pianeta” è l’unica cosa reale di cui abbiamo una percezione concreta e visibile, tangibile. Segni zodiacali, case celesti, sono invece realtà immateriali, nel senso che si ottengono da calcoli e da una certa elaborazione. Infatti nell’astrologia tradizionale viene dato valore essenziale non a tutti i corpi celesti ma specificatamente a quelli che si rendono visibili a occhio nudo, ovvero ai Luminari Sole e Luna che decretano le ore diurno il Sole e le ore notturne la Luna, e ai cinque astri erranti, ovvero Giove Saturno che sono pianeti diurni, Marte Venere che sono pianeti notturni, e Mercurio che può essere sia diurno che notturno in base se è orientale od occidentale al Sole.

Osserviamo dunque che nell’astrologia originaria l’astrologo pone l’accento sul valore del Pianeta perché è un oggetto di cui abbiamo un contatto diretto, una visione diretta, e sul quale possiamo compiere molti studi, e calcoli, legati alla matematica e alla geometria astronomica, da cui poi trarremo analogie, deduzioni e dunque interpretazioni sul valore naturale di quanto si sta osservando. Doroteo ci indica come la Latitudine e la Longitudine di un astro sia imporrante nel giudizio dei pianeti: quindi si riferisce a due parametri astronomici, ovvero alla latitudine e longitudine eclittica di un astro, in parole semplici come e dove è posizionato un Astro all’interno della fascia eclettica, per orizzontalità e verticalità rispetto a questa fascia.

Doroteo di Sidone inizia nel primo capitolo della sua opera parlando di Signori della triplicità: essi appartengono ai corpi del settenario, ovvero sono gli astri Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, ognuno dei quali è “signore” ovvero Sovrano di una triplicità. La triplicità rappresenta un raggruppamento di segni zodiacali sotto uno stesso elemento. Quindi, per esempio, i segni di fuoco Ariete Leone Sagittario sono una triplicità, quella ignea appunto. Questa triplicità è governata da alcuni Pianeti ovvero i Signori della Triplicità: se ci troviamo in un grafico diurno il signore dei segni di fuoco sarà il SOLE; se ci troviamo in un grafico notturno, il signore dei segni di fuoco sarà GIOVE; inoltre sia per il diurno che per il notturno, abbiamo un terzo signore indicato da Doroteo, ovvero un compartecipante, che in questo caso è SATURNO. I signori della triplicità sono una dignità essenziale importante da non sottovalutare, perché essi vanno a identificare la qualità di certe posizioni planetarie all’interno dei segni e dei loro corrispettivi elementi.

Doroteo fa una affermazione molto breve ma importante e da non sottovalutare precipitosamente: scrive che tutto ciò che è deciso o indicato è disposto dai Signori delle Triplicità, come anche le afflizioni e le angustie che giungono al mondo e alla totalità degli uomini, sono decretate dai Signori della Triplicità. Ragiono sul fatto che questi Signori vanno a identificare una qualità profonda della disposizione degli astri, ovvero una qualità elementare basata quindi sugli elementi e di conseguenza sui principi primi caldo freddo secco umido, insiti in ogni elemento. Giustamente quindi, i Signori delle Triplicità mi arrivano come Astri che intendono identificare delle qualità profonde e intrinseche agli astri, direi temperamentali, ovvero come la qualità elementare si esprimerà nel grafico che stiamo osservando. E poiché intendono rappresentare una sorta di “umori e temperanze” intrinseche e radicate nel profondo, esse indicheranno i destini più profondi e inalienabili dovuti all’impulso e alla predisposizione naturale di certe tendenze non soggette dunque a cognitività ma piuttosto a “espressione totalmente assoggettata” alla natura delle cose.

Lo stesso valore è dato per esempio da Guido Bonatti che interpella i signori della triplicità per qualsiasi faccenda umana e non, sia per la natività sia per la rivoluzione del mondo o per le cose mondane, dando a questi Signori un ruolo veramente importante nel giudizio dei destini finali di una persona o delle cose.
Doroteo come anche gli autori successivi conferiscono un ruolo importante ai Signori delle Triplicità specialmente in riferimento ai 4 cardini, ovvero ai quattro angoli celesti che possiamo osservare in un grafico astrologico, per semplificare intendo il grado esatto dell’Ascendente e del Mediocielo, e i loro corrispettivi opposti Discendente e Fondocielo.

Vediamo nella tabella che segue i signori delle triplicità.

 

 

Per quanto riguarda il valore o la natura dei dodici segni zodiacali, le prime indicazioni che incontriamo in Doroteo di Sidone vertono sulla loro natura immediata: Doroteo fa l’esempio delle eclissi solari e lunari, intanto dicendoci che la durata in ore delle eclissi solari corrispondono alla durata degli effetti della stessa in anni; mentre la durata in ore delle eclissi lunari corrispondono alla durata degli effetti della stessa in mesi. In base al segno in cui avviene l’eclissi solare o lunare, gli effetti si ripercuoteranno alla natura di quel segno. Per esempio una eclissi in segni bestiali (Ariete Toro Leone Sagittario Capricorno) sarà un eclissi che riguarderà gli animali, le cose animali, gli equilibri tra uomo e animali; una eclissi in segni umani (Gemelli Vergine Bilancia Acquario) avrà valore più per le cose degli umani e delle relazioni tra essi. Se avviene in segni fertili o prolifici (Cancro Scorpione Pesci) gli eventi riguarderanno questioni di fertilità, di fecondità e di proliferazione delle cose, sia per il regno animale, vegetale che per quello umano. Oppure le eclissi in segni di terra riguarderà tutto ciò che è connesso a questo elemento, per esempio una eclissi in un segno di aria, caratterizzata da certe disposizioni qualitative, può indicarci una corruzione dell’aria in arrivo, così per i segni di fuoco e di acqua dove gli eventi possono riguardare tutto ciò che è connesso alla natura di questi elementi. E così via discorrendo, per semplificare la natura dei dodici segni indica la qualità di come certi astri e certi fenomeni celesti si orienteranno e si esprimeranno nella loro intrinseca natura qualitativa: se il sole è eclissato in Ariete, dico che questa angoscia e afflizione sarà tra le pecore, se in Sagittario tra i cavalli, se in Leone tra i leoni.

Dopo la breve trattazione sui signori delle triplicità, Doroteo introduce l’importanza dei domicili che chiama casa dei pianeti. Quindi Cancro è la casa della Luna, Leone la casa del Sole, Capricorno e Acquario quella di Saturno, Sagittario e Pesci quella di Giove, Ariete e Scorpione quella di Marte, Toro e Bilancia quella di Venere, Gemelli e Vergine quella di Mercurio. Doroteo dice, per concludere, che gli astri gioiscono in alcuni segni, intende indicarci il domicilio preferito: Saturno preferisce l’Acquario, Giove il Sagittario, Marte lo Scorpione, Venere il Toro, Mercurio la Vergine. La preferenza di tali domicili è legata all’emiciclo solare e lunare ma anche ad una caratteristica strettamente naturale. Saturno essendo un pianeta estremamente freddo e secco, preferisce il domicilio dell’Acquario perché è un segno caldo e umido come lo sono tutti i segni di aria, e in tale condizione mitiga i suoi eccessi severi; Giove essendo un pianeta mite, caldo e umido, è favorito dal segno Sagittario che essendo caldo e secco come tutti i segni di fuoco, andrà a valorizzare la parte calda di Giove che una componente di vitalità espansiva; Venere preferisce il domicilio in Toro, Venere è un pianeta freddo e umido, il Toro è un segno freddo e secco, in questo domicilio è valorizzata la componente fredda e quindi il valore miticizzante e sfiammante che il pianeta esercita sulle cose essendo anche un astro notturno, Marte invece è un pianeta estremamente caldo e secco, quindi preferisce lo Scorpione anche perché come tutti i segni di acqua è freddo e umido, quindi in tale condizione mitiga i suoi eccessi naturali rendendosi più disponibile; poi Mercurio che preferisce il segno Vergine dove incontra infatti non solo il domicilio ma anche l’esaltazione, qui pare che Mercurio possa esprimere al meglio le sue qualità, è un astro mutevole e subitaneo, sfaccettato, ne buono ne cattivo, buono con i buoni cattivo con i cattivi, la sua natura è complessa e un miscuglio di più temperanze, pare dunque che la Vergine nella sua natura di segno di terra stabilizzi la complessione di Mercurio rendendola più proficua, più stabile, più concreta.

 

Doroteo prosegue con alcuni esempi pratici su come utilizzare i Signori delle Triplicità, stessi esempi che ho incontrato – per esempio – in alcune trattazioni di Guido Bonatti. Viene dato un certo valore alla disposizione dei Signori della Triplicità perché la loro disposizione accidentale ed essenziale, indicherà conseguentemente il bene o il male per il nativo. Quindi, per farla breve e in grande sintesi, osserveremo per l’Ascendente di una natività non solo il Sovrano o Governatore ma anche i tre signori della triplicità indicati da Doroteo. Se sono disposti in segni buoni, e se sono forti, se si trovano all’interno di qualche dignità, conseguentemente significherà il bene, la forza, la stabilità per il nativo. Al contrario invece indicheranno la debolezza, la fragilità. In questi casi, Doroteo dice di guardare anche i signori della triplicità della Parte di Fortuna che se sono in buon aspetto con la sorte stessa e il suo dispositore, rafforzerà o mitigherà certe situazioni del nativo.

 

Facciamo un esempio pratico. Nel grafico di Maria Antonietta l’ultima regina di Francia, notiamo che l’Ascendente è in un segno di Acqua, ovvero il Cancro. Il suo Sovrano o Governatore è la Luna che notiamo immediatamente essere in una debilità, essendo nella Via Combusta.

Poiché l’Ascendente è in segno di Acqua, i signori della triplicità di questo ascendente sono Venere e Marte, dove sicuramente Marte è più importante poiché ci troviamo in un tema notturno. Venere notiamo che è in Scorpione ovvero in esilio. Marte è in Cancro ovvero in caduta. I signori della triplicità di acqua prevedono un compartecipante, che è la Luna che nuovamente osserviamo essere in una debilità importante, la Via Combusta.

Solo osservando l’Ascendente, un punto di estrema importanza per una natività, notiamo che il governatore dell’ascendente e i signori della triplicità sono tutti all’interno di una debilità, ovvero in una condizione non favorevole, di debolezza, di pericoloso, di logorio o di destini infausti per il nativo.

Possiamo certamente amplificare le nostre osservazioni, concentrandoci quindi sui tre astri fondamentali associati all’Ascendente di questa natività: Venere, Marte e Luna. Notiamo che Marte Saturno sono in opposizione, l’opposizione è applicativa ciò significa che aumenta il male man mano che la vita va avanti. L’opposizione faccio notare è l’aspetto più negativo e infausto considerato dalla tradizione, più tensivo della quadratura Marte-Saturno. È definito da molti autori antichi come un aspetto che mette in pericolo la vita, o che rende la vita estremamente difficile, corrotta o problematica. In questo aspetto vediamo che è coinvolto Marte uno dei signori della triplicità di acqua decretati dall’Ascendente, il signore principale essendo Marte signore della triplicità di acqua notturna, ed essendo il grafico notturno.
Venere abbiamo già detto è in esilio, una condizione di debilità. Comunica inoltre con Marte che è in caduta, gli aspetti in questo caso identificano solo un legame tra due punti, e certamente questo trigono Venere Marte applicativo, indica solamente che Venere in esilio comunica con un malefico in caduta, il che non è un bene vista anche la condizione delle debilità coinvolte.

Abbiamo poi la Luna che è governatore dell’Ascendente ma anche terzo signore della triplicità di acqua. Non solo è in via combusta ma riceve due aspetti di quadratura da Marte e Saturno, abbiamo un così detto assediamento. La Luna è assediata dai malefici che è già in condizioni di estrema criticità.

In una condizione così estrema e difficile che ci orienta quindi nell’osservare una situazione molto critica per la natività e di estrema difficoltà, possiamo cercare qualche speranza nella Parte di Fortuna. Nel caso di questo grafico la Parte di Fortuna è al grado 22 del Cancro. Quindi suo dispositore è la Luna sempre in via combusta e assediata dai malefici. Stiamo inoltre in un tema notturno, consideriamo così in particolare il Signore della Triplicità Notturna dei segni di acqua, che è Marte, che si trova in caduta e in aspetto applicativo a Saturno, di opposizione. Insomma anche la Sorte di Fortuna non è supportata da dispositori fortunati o posizionati in modo forte e armonico, il che depone tutto a sfavore di questa natività, che potevamo interpretare come una nascita difficile, di consunzione e lento logorio, di sfide e situazioni di estrema difficoltà.

I tre signori della triplicità possono anche essere visti come i tre pianeti che danno una indicazione nei tre tempi della vita: la parte iniziale, la parte centrale e la parte finale dell’esistenza di un individuo, così come descritto anche da Guido Bonatti. Così in questo caso abbiamo MARTE primo signore della triplicità di acqua decretata dall’Ascendente che identifica la prima parte di vita, un Marte fortemente afflitto: l’infanzia di Maria Antonietta non è stata certamente carente in pregi, privilegi e abbondanza, ma lo è stata in assenza di punti di riferimento, l’assenza del padre, della madre, e il fatto di essere stata allevata da una allevatrice, la distanza dai genitori, la perdita di alcuni suoi fratelli e la morte del padre, rappresentarono per Maria Antonietta momenti di grandi prova e di grande sofferenza. Poi Venere che rappresenterebbe quindi la seconda parte di vita di Maria Antonietta, indicativamente da momento in cui sposa il Delfino di Francia futuro Re di Francia, inizia per Maria Antonietta un nuovo capitolo di vita. Venere è afflitta e non è in buone condizioni, così notiamo che dal giorno dopo del suo matrimonio col Delfino di Francia, Maria Antonietta deve vedersela con una corte ostile, con pettegolezzi e pregiudizi, è circondata insomma da persone di cui inizialmente non si fida, inoltre proviene da una educazione mediocre, è stata profondamente viziata da ragazzina, abituata ad ogni pregio, e a chiedere e ottenere tutto ciò che desiderava, si ritrova quindi in una corte che non apprezza il suo stile di vita e viene frequentemente corticata specialmente quando per ragioni di politica economica la Regina appoggia il suo Re nel chiedere ai nobili delle tasse necessarie a far fronte all’importante crisi economica che riguardava la Francia ma anche tutta l’Europa. La seconda parte della sua vita non è stata quindi così agevole ne così felice e serena. Poi la terza e ultima parte di vita è rappresentata dalla Luna, qui parliamo di una giovane donna che da poco ha superato i 30 anni. La Luna è assediata dai malefici, e in via combusta, è in una condizione veramente estrema e difficile, corrisponde questo signore allo stato di accusa contro la monarchia, al suo arresto, alla sua fase finale di vita che avviene in prigione, rifiuta di mangiare, gli vengono tolti i figli di cui non sa la sorte ne che destino avranno, è quindi condannata a morte, viene privata di ogni bene e lusso. Nel giorno della sua morte la cronaca di quei tempi racconta di una Regina che aveva perso tutto il suo fascino originale, fortemente dimagrita, consunta e logorata nel corpo, disperata per i figli, dunque ghigliottinata.

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