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In ASTROLOGIA

Dignità e debilità: in particolare la condizione di Carro secondo Cardano

Come interpretare le dignità (e debilità) degli astri? Le dignità essenziali sono: il domicilio, l’esaltazione, la triplicità, il confine e il decano. Personalmente considero anche la Sede della Gioia Planetaria e la Sede della Manifestazione della Forza Planetaria e i Signori dei Luoghi secondo gli indù. Quindi oltre alle dignità essenziali sopra citate, valutiamo anche se un pianeta è nella sua gioia. Mercurio gioisce in Casa Uno; la Luna gioisce in Casa Tre; Venere gioisce in Casa Cinque; Marte gioisce in Casa Sei; il Sole gioisce in Casa Nove; Giove gioisce in Casa Undici; Saturno gioisce in Casa Dodici. Considero anche la Sede della manifestazione della forza, così come tramandata dagli arabi: Giove manifesta la sua forza in Casa Due; la Luna in Casa Tre; Venere in Casa Sette; Saturno in Casa Otto; Mercurio in Casa Nove; il Sole in Casa Dieci. Considero anche i Signori Naturali dei Luoghi così come tramandati dagli indù e che erano considerati anche dagli arabi: Mercurio Giove sono signori della Casa Uno; Venere Luna signori della Casa Quattro; Saturno è signore della Casa Sette; Sole Marte sono signori della Casa Dieci.

In base a queste dignità, possiamo avere un primo orientamento sulla capacità espressiva di un astro, che deve tuttavia essere unitamente valutata alle forze accidentali che sono determinate anche da questioni strettamente astronomiche (vedi per esempio le fasi eliache, la velocità degli astri, il moto diretto, retrogrado o stazionario, e via dicendo).

Consideriamo dignità essenziali esclusivamente: domicilio, esaltazione, triplicità, confine e decano. Consideriamo dignità secondarie: la sede del gaudio planetario; la sede della manifestazione della loro forza; la signoria naturale secondo gli indù (e altre che elenco più avanti).

Un astro è in CARRO quando rispetta un elevato numero di dignità, Cardano non specifica infatti che l’astro deve rispettarle tutte, anche perché sarebbe impossibile per via della disposizione delle dignità stesse, Cardano precisa che il carro si realizza quando è elevato il numero di dignità ricoperte dal pianeta. Potremmo per esempio dire (e seguo personalmente questo orientamento) che un astro è in Carro quando rispetta almeno 2 dignità essenziali: una di queste deve essere una dignità maggiore (domicilio, esaltazione) e un’altra deve essere minore (triplicità, confine o decano). Unitamente a queste dignità, deve anche occupare una posizione di gaudio o di forza, quindi per esempio un astro che ha due dignità essenziali e occupa il luogo della sua gioia lo considero nella condizione di carro. Più ci sono dignità presenti in uno stesso astro, maggiore è la condizione di carro dell’astro.

Facciamo un esempio pratico.

La Luna in Toro di Carl Gustav Jung è in esaltazione, in triplicità, e occupa il secondo decano del Toro, che è della natura della Luna. Quindi la Luna di Jung rispetta tre dignità essenziali. Inoltre è nella Casa Tre, luogo ove ha sede il gaudio della luna, e aggiungiamoci anche che la Luna occupa il luogo della sua massima capacità espressiva, secondo le indicazioni degli arabi riportata da Albiruni (che indica per la Luna appunto la terza casa come luogo non solo di gioia ma anche di manifestazione massima del potenziale lunare). Quindi la Luna di Jung occupa tre dignità essenziali e due minori (che andrebbero definite accidentali) comunque importanti. La Luna almeno secondo i criteri che personalmente uso, anche nel rispetto delle indicazioni della letteratura astrologica e delle indicazioni di Cardano, è in carro. Inoltre la Luna è veloce e nella fase di ultimo quarto, procede in modo calante verso il novilunio nel suo moto zodiacale. Questa condizione valorizza l’astro in modo dignitoso, osserviamo come la Luna comunichi con un aspetto sestile a Mercurio e a Venere, tra i due aspetti quello più importante è a Venere essendo applicativo, la Luna porta qualcosa di Mercurio a Venere. Consideriamo inoltre un trigono in mundo Luna-Marte. L’aspetto armonico Luna-Venere evidenzia una moderazione etica, espressiva, la nascita è probabilmente da ritenersi notturna essendo il Sole prossimo a tramontare, quindi questo valorizza una forte capacità empatica, introspettiva, di comunicazione per il coinvolgimento dei luoghi, conferisce cose utili e profittevoli dallo “sfruttamento” dei sottoposti, ma tale sfruttamento è armonico, a fin di bene, infatti le scoperte e le intuizioni di Jung sono state il frutto di sue attività esplorative nei confronti dei suoi sottoposti, ovvero i pazienti che si sono prestati alla sua psicanalisi e alle sue indagini da cui ha tratto scoperte, intuizioni. Inoltre il trigono in mundo Luna-Marte è da considerarsi armonico, Doroteo lo definisce come un aspetto che conferisce successi in modo rapido, o capacità di iniziativa che con un buon intuito e fiuto produce risultati, conferisce abilita nell’amministrazione delle cose.

La condizione di carro indica per quell’astro dignità, autorevolezza, benevolenza, tranquillità, azione, fortuna; quindi la Luna di Jung era percepita in modo amorevole e conferiva a Jung una capacità espressiva e un carisma accogliente, quasi materno, disponibile, capace di toccare l’animo degli altri e coinvolgere le persone (specialmente i suoi pazienti) in viaggi importanti nel mondo dell’inconscio, al fine di scoprirsi e dominarsi. Insomma, non è affatto una coincidenza ma un dato preciso che la Luna di Jung sia in carro.

La condizione di carro è un valore aggiunto, se possediamo degli astri in tale condizione possiamo su di essi fare leva, o percepirli come punti estremamente benevoli, e quindi in base al luogo che occupano e agli aspetti che formano, specialmente applicativi, avremo specifici benefici in specifiche questioni dell’esistenza. Per Jung i benefici sono legati in particolare alla Terza Casa essendo luogo occupato dalla Luna, in relazione poi ad un sestile a Venere in sesta e ad un trigono in mundo a Marte che occupa la undicesima casa. (NOTA BENE – il carro viene valutato diversamente, in base all’autore di riferimento, quindi potrete trovare anche altri modi di approccio alla condizione di carro).

Tuttavia non sempre gli astri presentano questa bella condizione… ma possono comunque occupare delle dignità. Allora possiamo dire che:

un pianeta nel suo domicilio è come un uomo che ha una forza costante e tutti gli altri lo obbediscono vedendolo come leader. Il domicilio di Mercurio conferisce la capacità per la trattativa, per il commercio ma anche una inclinazione zelante ovvero un’attitudine a svolgere le cose con scrupolo, coscienza, sollecitudine. Il domicilio di Venere conferirà amabilità, grazia, senso estetico, bellezza, attrazione per il bello o per le cose dolci e amabili, inclinazione per l’arte e per le pulsioni edonistiche. Giove in domicilio conferirà onestà, amministrazione, capacità di amministrazione, carisma autorevole, capacità filosofiche, o di insegnamento, erudizione, magnanimità. Il Sole in dignità è solennità, regalità, capacità di azione nel mondo. Marte in dignità conferirà audacia, prontezza, vigore, istinto alla sopravvivenza. Saturno in dignità conferirà costanza, astuzia, ostinazione. La Luna conferirà amabilità, sensibilità, desiderio di indagare il mondo, sia nel viaggio fisico sia in quello metafisico, estrema curiosità, elevato spirito di osservazione. Queste indicazioni per il domicilio saranno rafforzate se oltre al domicilio l’astro occupa il suo confine, o il suo decano, o se occupa un luogo ove ha sede la sua gioia, o ha sede la sua manifestazione secondo gli arabi, o ha sede la sua signoria naturale secondo gli indù. Inoltre è da valutare la condizione relativa alla setta diurna o notturna.

-l’elevazione (o esaltazione) è un’altra dignità importante ma diversa dal domicilio, in questa condizione infatti l’astro vede valorizzare qualcosa di estremamente specifico di sé stesso, ma con un valore inusuale. Cardano per l’elevazione diceva che l’astro esaltato agisce nel mutare e nel magnificare, mentre il domicilio agisce nello stabilizzare e nel rendere le cose costanti. Possiamo quindi dire che un astro in elevazione non esprimerà qualcosa di convenzionale o di costante o di ovvio, al contrario esprimerà qualcosa di inusuale che tuttavia magnificherà la natura stessa dell’astro. Un astro in esaltazione od elevazione intende quindi esprimere qualcosa di quell’astro in modo amplificato conferendo qualcosa di magnifico al nativo, può dunque glorificare o evidenziare specifiche qualità, anche inusuali.

la triplicità conferisce informazioni sul vigore, sulla capacità del nativo di accettare gli ordini degli altri, dei soci, o i consigli degli altri, ovvero un astro nella sua triplicità è in ascolto del mondo esterno e questo ascolto è profittevole ed utile, l’astro è attento ai consigli del mondo, alle regole del mondo, e cerca di usare queste cose anche a suo vantaggio, per adattarsi alla realtà e attraverso le sue regole formalizzare successi o concretizzare successi.

il confine e il decano rappresentano sfumature più lievi ma pur sempre importanti, perché possono sottolineare o meno qualcosa dell’astro. Quando il pianeta occupa il suo confine o il suo decano, sottolinea qualcosa della sua natura, il bisogno cioè di evidenziare qualcosa di sé, il bisogno di mostrarsi o di essere notato, è una sorta di sottolineatura, che può concorrere ad una costruttiva armonia tra esigenze interne e individuali relazionate alle esigenze esterne del mondo, degli ambienti, degli altri. Confine e Decano assumono un certo valore quando sono concomitanti ad una dignità essenziale importante come domicilio, od esaltazione.

Esistono poi considerazioni accidentali, argomento molto complesso poiché queste dipendono da considerazione strettamente astronomiche, che congettureranno qualità in sede interpretativa.

Le dignità accidentali più importanti sono:

gli astri che aumentano la propria luce e quindi prossimi alla levata eliaca e quindi che si prestano alla loro visibilità ottica: questi acquisiscono una certa forza e qualità tali che producono vantaggi nel nativo, sono strumenti-accessori che renderanno le funzioni di quell’astro utili ad avanzare nell’esistenza individuale;

gli astri di moto diretto: che in virtù di tale condizione elargiscono forza induttiva e intuitiva nell’operare in modo celere, veloce, specifico, determinato, capace;

gli astri di moto veloce: che in virtù di tale condizione concedono rapidità nel fare, sollecitudine, capacità reattiva agli stimoli, ovvero una reazione pronta e immediata.

Altra considerazione da fare è sulla posizione nelle case: in luoghi angolari gli astri manifestano le loro condizione in modo immediato, forte, prontamente, e in modo evidente. In luoghi succedenti gli astri vedono l’espressione della loro natura crescente, graduale. In luoghi cadenti l’espressione è ritardata ma non è detto che non possano esprimersi nel tempo.

Ne consegue che parallelamente alle dignità essenziali ed accidentali, esistono anche le corrispettive debilità che brevemente riassumo in questo modo:

un astro in esilio è come un uomo che non riconosce il suo potenziale;

un astro in caduta è come un uomo che cede con arrendevolezza alle prove della vita;

un astro che non è nella sua triplicità, nel suo confine, o nel suo decano, è come un uomo che tende ad essere sordo agli stimoli esterni, o poco capace di percepirli e modularli, o comprenderli;

-a livello accidentale invece un astro stazionario è come un uomo esitante prima di compiere un’azione, che pur convinto di qualcosa non ha la prontezza di realizzare l’intento in modo immediato e veloce; un pianeta retrogrado è come un uomo recalcitrante ovvero che tende ad opporsi, ribellarsi e a resistere a certe influenze esterne o interne che lo vorrebbero indirizzare verso un certo “luogo” ma dove il pianta farà di tutto per allontanarlo da esso; gli astri che diminuiscono la loro luce ovvero che vanno verso il loro tramonto eliaco sono come quelli che operano di nascosto, o che tendono ad azioni di sottrazione che producono danno a sé stessi o agli altri, non sono capaci cioè di una azione limpida e pulita; l’astro dotato di moto lento è come un uomo indolente, caratterizzato da una mancanza di volontà vera o che è dotato di una bassa forza spirituale.

Perdonerete la trattazione elementare e priva di distinguo e di necessarie valutazione ulterori ma è quello che si può fare in un articolo discorsivo e generale.

Bibliografia

  • Book of instruction in the elements of the art of astrology, Albiruni
  • Theory and practice in medieval and renaissance, from Masha’Allah to Kepler
  • Arcana Mundi, Giuseppe Bezza
  • Commento al primo libro della Tetrabiblos, Giuseppe Bezza
  • è stato consultato il seguente articolo: Girolamo Cardano and the Tradition of Classical Astrology,
    Proceedings of the Ameerican Philosophical Society,
    Vol. 142 No. 3 (Sep., 1998) pp.323-354,
    Published By: American Philosophical Society
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