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In ASTROLOGIA

Le Case del Settenario: la distribuzione dei domicili. Albumasar. Retorio. Tolomeo.

ALBUMASAR – Ai sette pianeti è associata la generazione e la corruzione delle cose di questo mondo, e i luminari sono quelli che più di tutti significano le cose universali e la generazione delle cose o la loro corruzione nel mondo.

Per quanto riguarda la Luna, è il pianeta più vicino a noi e quello dotato del movimento più rapido, muta velocemente nei segni ed è soggetta a una varietà di condizioni. Così per via della sua natura è simile a tutte quelle cose che sono veloci nel nascere o nel trapassare. I pianeti sono più efficaci quando sono nel culmine e il più vicino ai segni del nostro culmine che sono il segno Gemelli e il segno Cancro (Albumasar intende dire che nel segno Gemelli – Cancro il Sole volge verso il Solstizio d’Estate un momento in cui la Luce giunge nel suo massimo potenziale espressivo, il giorno in cui “la luce sconfigge le tenebre”). Gemelli è un segno maschile e questo è il segno che, quando vi è il Sole, segna la fine della stagione primaverile. Per la sua mascolinità e per il fatto che è il segno che indica la fine della stagione (primaverile) non è in accordo con la natura della Luna. Mentre il Cancro è un segno femminile ed è quello che, quando vi è il Sole, segna l’inizio della stagione estiva, il segno è di natura umida e femminile, e la Luna è un pianeta femminile e umido che indica gli inizi. Il Cancro è il segno più vicino al culmine (della luce, in riferimento al transito del Sole) ed è il pianeta più vicino a noi. Quindi Cancro e Luna sono in accordo nell’umidità, nella femminilità, nell’indicazione dell’inizio e della vicinanza a noi. Per questi motivi il Cancro è la casa della Luna.

Per quanto riguarda il Sole, con il suo sorgere l’aria diventa calda e con il suo movimento quando è in Cancro, Leone e Vergine nasce l’estate, ma l’evidente natura estiva, calda e secca, vi è quando il Sole è in Leone, essendo un segno maschile, caldo e secco. Il Sole indica per sua natura il caldo, secco, e la mascolinità, e il Leone è nel mezzo della stagione estiva, e il Sole è in mezzo ai sette pianeti. Quindi il Sole e il Leone sono in accordo nel caldo, nell’aridità, nella mascolinità, è nel mezzo delle sfere, ed è dentro la stagione estiva. Per questo il Leone è diventato la casa del Sole.
Il Sole è il luminare del giorno e la Luna della notte, e i due (eventi) si succedono nell’indicazione della generazione della vita, e degli inizi, e da questo possiamo ottenere indicazioni di ciò che accade nel mondo dalla loro congiunzione o dalla loro opposizione (…).

Poiché Cancro e Leone furono indicati come le due case dei luminari, della generazione e della crescita, e poiché questi due segni appartengono alla stagione estiva, Capricorno e Acquario furono indicati come le case di Saturno perché questi due segni appartengono alla stagione dell’inverno e del freddo. Saturno è freddo e secco, e la sua natura è diversa da quella dei luminari e ad essa opposta, è inoltre la sfera (il pianeta) più alta (più distante). Per questo le sue case divennero opposte alle due case dei luminari.

Giove indica moderazione, la sua sfera segue quella di Saturno, quindi a Giove furono assegnati i due segni che seguono le due case di Saturno cioè quella del Sagittario e quella dei Pesci, e divennero posizioni in trigono e di amicizia rispetto alle due case dei luminari (ovvero Giove in Sagittario è in un segno dell’emiciclo diurno ed è in trigono con il Sole nella sua casa, Leone; Giove in Pesci è in un segno dell’emiciclo notturno ed è in trigono con la Luna nella sua casa, Cancro).

Marte è un malefico natura calda e la sua sfera segue quella di Giove, quindi gli fu assegnato lo Scorpione e l’Ariete in quartile e disgrazia rispetto alle case dei due luminari (Marte in Ariete è in un segno dell’emiciclo notturno ed è in aspetto di disgrazia o inimicizia alla casa della Luna; Marte in Scorpione è in un segno dell’emiciclo diurno ed è in aspetto di inimicizia alla casa del Sole).

La natura di Venere è la moderazione, la sua sfera segue quella del Sole, così gli furono assegnate le due case che seguono quelle di Marte, cioè la Bilancia (che è segno dell’emiciclo diurno in sestile alla casa del Sole), e il Toro (che è segno dell’emiciclo notturno in sestile alla casa della Luna).

I due segni rimanenti furono dati a Mercurio, cioè Gemelli e Vergine (TOLOMEO: alla stella di Mercurio che mai si allontana dal Sole di più di un segno in entrambe le direzioni e la cui sfera è inferiore a quella delle altre stelle e maggiormente prossima ad entrambi i luminari, gli furono attribuiti i due restanti segni, che sono contigue ai domicili del luminari, Gemelli e Vergine, Tetrabiblos I-17).

Poiché i luminari sono i pianeti principali che agiscono su questo mondo, ad essi furono assegnati metà della Sfera al Sole (Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno segni dell’emiciclo solare) e l’altra metà alla Luna (Cancro Gemelli Toro Ariete pesci Acquario segni dell’emiciclo lunare), in modo tale che ciascun luminare abbia una collaborazione con ogni pianeta in uno delle sue case, ognuno nel suo emiciclo.

RETORIO – i domicili della Luna e del Sole sono opposti a quelli di Saturno. Diciamo che la Luna ed il Sole sono le luci del mondo e che Saturno è signore delle tenebre e che, pertanto, sempre la luce si oppone alle tenebre e le tenebre alla luce. A loro volta i domicili di Mercurio sono opposti a quelli di Giove e viceversa. Ora se Giove porta l’abbondanza e le ricchezze, Mercurio è sempre il signore della ragione e sempre la ragione si oppone e disprezza il desiderio delle ricchezze e, dal canto suo, l’abbondanza si oppone alla ragione. E i domicili di Marte sono opposti a quelli di Venere. Se Venere porta ogni desiderio e piacere e diletto, Marte arreca la paura e la guerra e l’ira e sempre la voluttà, l’appetito e il piacere si oppongono al timore, a ciò che è battagliero e ardimentoso. Così stando le cose, occorre giudicare secondo verità le nature degli astri in ogni momento, secondo le loro reciproche configurazioni. Infatti, l’unione di Marte e di Venere può generare l’adulterio. Non è forse manifesto che ogni adulterio proviene dal piacere e dalla paura ovvero da Marte e da Venere? Osserva poi quando Venere è unita a Saturno, giacché crea i nativi sterili, infelici nei figli, sordidi, non sposati. Cercare quindi la causa: poiché la natura di Saturno è fredda e secca, raffredda e inaridisce il liquido seminale. Come può dunque il nativo essere prolifico o avere unioni non sordide con persone anziane o vili secondo la natura dell’Astro?

 

BIBLIOGRAFIA
The Great Introduction to Astrology  – Albumasar
Commento al primo libro della Tetrab. – Bezza
CGAG – Retorio
Arcana Mundi – Bezza

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In ASTROLOGIA

Fertilità e propensione alla generazione: ragionando da Tolomeo ad al-Kahyyat. E i quindici figli di Marlon Brando.

L’argomento della predisposizione a generare una discendenza, non è affatto una domanda scontata. Anzi spesso si cerca di comprendere dal proprio grafico di nascita una eventuale predisposizione a generare pochi, o molti figli. La letteratura astrologica ci offre numerosi trattati dove già i nostri antenati astrologi avevano discusso della questione, indicando il modo più convenevole nel discutere di questo argomento.

Brevemente, per poi passare a un esempio pratico, Claudio Tolomeo nel suo Quadripartito (Capito VI Libro IV) ci informa sulle cose da osservare e valutare per comprendere la propensione o la capacità del nativo di generare una discendenza. Ragionerò su questi punti che indica Tolomeo (quelli essenziali e a mio giudizio più importanti) per poi confrontarli anche con le indicazioni di un astrologo arabo, ovvero al-Kahyyat sempre sulla medesima questione.

  1. Claudio Tolomeo identifica come significatori naturali della generazione di una discendenza o della generazione di eredi, i pianeti Venere e Giove ma cita anche l’importanza dei luminari, in particolare la Luna. Per prima cosa, Tolomeo consiglia di vedere in Venere e Giove la propensione alla generazione di eredi, il motivo è logico-naturale infatti i due benefici sono astri che conciliano la vita, o rappresentano la vita stessa, il suo germinare e la sua proliferazione (in associazione alla Luna). Di conseguenza Giove e Venere sono da considerare in prima battuta per giudicare le capacità procreative di un individuo. Utilizzeremo Giove in particolare se il sesso del nativo è maschile. Venere se il sesso del nativo è femminile. Inoltre, Tolomeo indica l’importanza della Luna perché essa significa “la prosperità e la fertilità” naturale. Indica in vari punti del capitolo VI Libro IV l’importanza dei luminari, in particolare il ruolo della Luna. Tolomeo non fa distinzione tra tema di nascita di un uomo o tema di nascita di una donna, vedendo quindi nel ruolo della Luna un valore sistemico specialmente nei rapporti che forma con gli altri punti del grafico. Possiamo sicuramente valorizzare in un tema maschile il Sole e poi la Luna; e in un tema femminile valorizzeremo di più la Luna e secondariamente il Sole. La Luna è significatore della fertilità in generale a prescindere dalla sessualità del nativo.

  2. Sempre Claudio Tolomeo indica una cosa molto interessante, ovvero di vedere e valutare anche la XI casa e la X casa. Se questi luoghi sono vuoti, ovvero privi di pianeti o di caratteri importanti, di considerare i luoghi opposti quindi V casa e IV casa. Sappiamo che la V casa è notoriamente chiamata CASA DEI FIGLI. Eppure pare che Tolomeo dia un ruolo secondario alla Casa Cinque. Il motivo tuttavia è molto suggestivo e logico. Facendo una serie di indagini su testi della tradizione ellenistica, la casa dei figli è la Quinta Casa, ma la Casa Undici è la casa della “generazione di eredi” perché la Casa Undici è luogo operoso e industrioso dove il nativo opera e si mette in azione per “proliferare”, per amplificare sé stesso. Siamo soliti vedere banalmente nella casa undici il luogo degli amici, ma è prima di tutto la Casa del Buon Genio, ovvero luogo ove ci sono tutte quelle attività prodromiche alla nostra stabilità, al nostro successo, e quindi al nostro avanzamento. È evidente che Claudio Tolomeo vede nella XI casa il luogo dove il nativo si prodiga per garantire a sé stesso una discendenza di eredi, quindi si prodiga per procreare. Successiva alla casa XI, abbiamo la Casa X un cardine, chiamato Medio Cielo, molto forte e importante, dove ciò che si è seminato in XI germoglia e si manifesta. Nel Thema Mundi non a caso la Decima Casa viene chiamata LUOGO IN CUI NELLA DISPOSIZIONE DEL MONDO E’ POSTO L’ARIETE, segno in cui il Sole si Esalta. Quindi nella decima casa c’è in effetti la capacità di “realizzare” i progetti della undicesima, in questo caso la capacità di trasformare il “seme” in figlio.

  3. Tolomeo sulla casa undici e dieci dice di valorizzare la qualità degli astri quivi presenti, nonché i loro relativi governatori. Se non ci sono pianeti significativi, comunque ci dice di guardare la V e la IV perché opposte alla XI e alla X.

  4. Passiamo alla trattazione araba. L’autore che ho preso in questa occasione in considerazione è al-Kahyyat. Indica alcune cose simili a Tolomeo, ma amplifica molto il metodo di osservazione della predisposizione a generare figli, e trovo anche la sua tecnica di osservazione molto interessante. Ovviamente come per Tolomeo, vi indico solo i punti essenziali, perché queste trattazioni sono molto lunghe e articolate, necessiterebbero una lunga trattazione con molte premesse e specifiche.

  5. L’autore conviene sul ruolo di Giove-Venere, esclude in prima istanza la Luna, ovvero valorizza solo Giove e Venere. Giove per gli uomini. Venere per le donne.

  6. L’astrologo arabo al-Kahyyat indica poi di osservare I SIGNORI DELLA TRIPLICITA’ di Giove o di Venere, e ci dice di verificare dove sono posti e come sono posti, una loro forza accidentale ed essenziale, ed una loro buona condizione, favorisce e predispone alla proliferazione di una discendenza di eredi. Una loro cattiva condizione rende tale aspirazione o vocazione difficile da realizzare.

  7. L’autore indica a differenza di Tolomeo di considerare la V casa, la sua cuspide, il suo Almuetn, e i pianeti eventualmente presenti in V casa o relazionati alla cuspide della V.

  8. L’autore conferisce un ruolo importante alla Parte dei Figli (formula secondo Albiruni Ascendente + Giove – Saturno per nascita diurna; Ascendente + Saturno – Giove per nascita notturna). Dice di guardare il dispositore della Parte dei Figli dove è posizionato, o in che condizioni è. Dice di valutare la posizione stessa della parte dei figli perché una posizione accidentalmente forte aumenta la forza in potenza a favore della generazione di una discendenza. Indica di valutare gli aspetti qualsiasi essi siano alla Parte dei Figli, perché se essa è attivata da pianeti che significano la fertilità e l’abbondanza, allora è favorita la generazione e la procreazione.

  9. Indica di valutare i signori della triplicità della Cuspide della V casa e del segno occupato dal suo Almuten.

  10. Indica in particolare che Giove significa per tutti (a prescindere dal sesso del nativo) i figli e quando Giove-Mercurio sono configurati tra loro, oppure si trovano in posizioni forti (succedenti o angolari) non soggetti ad aspetti severi dei malefici, essi promettono “molti figli” ovvero molte nascite possibili.

  11. Ed è in particolare sul punto X in cui vorrei soffermarmi, delle nascite numerose. A questo punto, la breve trattazione che, ci tengo a precisare, è solo orientativa e molto grossolana (l’argomento vi assicuro è vastissimo, non difficile ma ricco di cose da dire e chiarire e quindi richiederebbe una trattazione eccessivamente lunga per un articolo-blog) vi porgono un esempio pratico, quello relativo a Marlon Brando. Quanti figli ha avuto? Ne ha avuti 15 in totale! Tra naturali e adottati.

 

In Marlon Brando valorizzerei Giove prima di tutto. Esso è in domicilio e acquisisce una certa forza accidentale, perché in ascendente. Signori della triplicità di Giove sono Sole + Giove + Saturno. Quindi Giove non è solo nel suo domicilio, ma anche nella sua triplicità. Questo è sufficiente per ritenere possibile una “grande proliferazione di eredi” e una vocazione genitoriale? No.

Dobbiamo osservare seguendo le tracce di al-Kahyyat la V casa. La sua cuspide è in Ariete e al-Kahyyat ci dice di valorizzare in particolare, se presente, l’almuten. L’almuten è il SOLE. La Quinta Casa con Almuten Sole in Ariete, ovvero un Sole esaltato, un sole all’interno della sua triplicità, il Sole è uno dei signori della triplicità quindi del segno di Giove, che anch’esso è in segno di fuoco. C’è già una prima “assonanza” tra Giove e V casa, una risonanza che li collega. L’esaltazione del Sole in Ariete che è Almuten della V e pure congiunto alla V, identifica una “abbondanza di figli”, in potenza. Questa cosa è confermata anche da Mercurio che giace in V ed è nel segno della triplicità di Giove, inoltre Mercurio Giove sono in mutua ricezione. Giove è in un angolo. Mercurio in un luogo succedente. Sono rispettate le condizioni di al-Kahyyat sulla abbondanza di figli.

Marte per un uomo rappresenta la capacità di penetrazione fallica, che dunque per le questioni sulla procreazione ha un ruolo fondamentale: notiamo un Marte in esaltazione, quindi le capacità di inseminazione è in teoria elevata, anche perché Marte è in luogo succedente, quindi va verso una via di rafforzamento ulteriore, inoltre Marte è governatore della V casa, inoltre Marte è disposto da Saturno nel segno di Marte, in un segno di seme abbondante quindi fertile, e Saturno giace nella XI luogo del buon genio e della capacità di procreare o garantirsi una discendenza. Marte dispone Sole e Mercurio, che abbiamo visto come sono essenziali nella questione che stiamo trattando.

Per quanto riguarda la Parte dei Figli essa cade in un segno umano, la Bilancia. Il suo dispositore è Venere. Venere è forte perché nel rispetto della regola dei 5 gradi risulta, nella domificazione Alcabizio, congiunta alla VII casa, quindi Venere agisce di più sulla cuspide della VII che sul luogo sei. Inoltre Venere è in domicilio. Come se non bastasse la Luna, significatore della proliferazione e della fertilità, è in opposizione applicativa alla Parte dei Figli, ciò significa che la Luna “comunica” con questa parte, e poco importa se l’aspetto è armonico o disarmonico, in questo caso ciò che conta è che la Luna comunichi in qualche modo con la Parte. Tutto ciò è una ulteriore conferma ai 15 figli, tra naturali e adottati, avuti da Brando.

L’autore al-Kahyyat indica di dare una certa importanza alle stelle fisse specialmente se relazionate in qualche modo alla Parte dei Figli e al suo dispositore. In questo caso notiamo la fortunata Spica che è “in mezzo” tra Saturno in segno di seme abbondante e la Parte dei Figli. È in casa undici quella che indica Tolomeo per valutare la capacità di costruire una discendenza… di eredi.

MA COME VALUTIAMO I TANTISSIMI FIGLI DI BRANDO?
Qui Viene la sorpresa… Venere dispositore della Parte dei Figli è SOPRA LE PLEIADI che sono un ammasso di stelle, tante luci che indicano anche (per analogia) “tanti figli” o “cose da un numero elevato”. Poiché le Pleiadi sono “tante stelle”, tanti figli saranno generati o saranno accanto al nativo, in chi in buone condizioni genetliache ha il dispositore della Parte dei Figli in relazione ad ammassi stellari, in questo caso in relazione alle Pleiadi che sono stelle molto forti perché eclittiche.

 

 

BIBLIOGRAFIA DEI TESTI
CONSULTATI PER QUESTO
APPROFONDIMENTO

  • Jugements des nativités, Abu Ali al-Kahyyat
    D’après l’édition latine de Joachim Heller (1546)
  • Hellenistic Astrology: The study of fate and fortune, Chris Brennan
  • Persian Nativities I: Masha’allah and Abu’Ali
  • Claudio Tolomeo, Quadripartito nell’edizione curata da Massimo Candellero
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